Tra i fondatori del Movimento di rigenerazione nazionale e dopo cinque anni alla guida del governo di Città del Messico, Sheinbaum prenderà il posto del suo mentore politico López Obrador alla presidenza del Paese
La candidata della piattaforma progressista Continuiamo a fare la storia (Morena, Pvem e Pt), Claudia Sheinbaum, ha vinto le elezioni in Messico e sarà la prima presidente del Paese.
Già i sondaggi preliminari., dopo gli exit poll, avevano confermato la vittoria di Sheinbaum con il 60,2% dei consensi contro il 28,3% di Xochitl Gálvez, rappresentante di Pan, Pri e Prd. Sheinbaum diventerà così la prima donna eletta alla carica di presidente della Repubblica nel Paese.
Clara Brugada, candidata della coalizione di governo a sindaco di Città del Messico, si è dichiarata vincitrice delle elezioni nella capitale del Paese. Alla chiusura delle urne, la portabandiera dell’alleanza tra Movimento di Rigenerazione Nazionale, il Partito del lavoro e il Partito Verde ha assicurato di aver ottenuto, secondo gli exit poll, un vantaggio di 15 punti sugli avversari.
Gli esperti di comunicazione politica sono colpiti dagli sforzi di Morena di “umanizzare” un profilo “così tecnico” come quello di Claudia Sheinbaum, senza aver basato la propria campagna sulla preparazione e sulla storia del candidato. Non c’è dubbio che la strategia abbia funzionato.
Claudia Sheinbaum è una delle fondatrici di Morena, il partito del presidente uscente Andrés Manuel López Obrador. Nel 2015 è diventata capo del governo di Città del Messico con il 48% dei voti.
Le elezioni più grandi del Messico e la vittoria di Sheinbaum

La sfida principale determinerà il successore d Lopez Obrador, che spera nella vittoria di Sheinbaum. Dei 170.182 seggi elettorali approvati, l’Ine ha segnalato l’insediamento di 169.884, pari al 99,98 per cento, con la partecipazione di quasi 1,5 milioni di cittadini funzionari.
Il Messico ha ospitato le elezioni più grandi della sua storia con oltre 98 milioni di persone chiamate a rinnovare più di 20mila incarichi, tra cui la presidenza, 500 deputati, 128 senatori e nove governi statali.




