A distanza di cinque mesi dal concerto dei Coldplay di Boston, nel quale la kiss cam ha intercettato il CEO di Astronomer Andy Byron che teneva tra le braccia la responsabile delle risorse umane della stessa azienda, Kristin Cabot, la donna ha rotto il silenzio.
Il Music Of The Spheres Tour della band britannica è stato caratterizzato anche dal momento nel quale una camera mobile si è concentrata tra il pubblico nel quale figuravano celebrities e gente comune, quando durante il concerto al Gillette Stadium alle porte di Boston tenutosi lo scorso luglio, venivano inquadrati sui ledwall i due amanti, Andy Byron e Kristin Cabot. Una volta apparsi su megaschermi, il CEO usciva dall’inquadratura, mentre la responsabile delle risorse umanae si teneva la testa tra le mani e si voltava. Dal palco, Chris Martin si rivolgeva ai due chiedendo: “Dai, state bene. Oh cosa? O hanno una relazione o sono semplicemente molto timidi.”
Coldplay, le parole di Kristin Cabot la donna coinvolta nello scandalo “kiss cam”
Il video è diventato virale nei giorni successivi ed ha portato alle dimissioni sia Byron che della Cabot da Astronomer. In seguito si era scoperto che, nonostante le accuse di una relazione extraconiugale, la HR ed il marito “erano stati separati privatamente e amichevolmente diverse settimane prima del concerto dei Coldplay”. Intervistata dal Times, la Cabot ha parlato per la prima volta di quanto accaduto la scorsa estate e delle conseguenze: “Avrei potuto essere colpita da un fulmine, avrei potuto vincere alla lotteria, o sarebbe potuto succedere questo…È stato come una lettera scarlatta: le persone hanno cancellato tutto ciò che avevo realizzato nella mia vita e nella mia carriera..”
Proseguendo nel racconto ha aggiunto: “Eravamo seduti in fondo allo stadio, all’estremità opposta rispetto al palco, nel buio pesto, sentendoci totalmente anonimi in un’arena di 50-60.000 persone…Stavamo solo ballando, avevo bevuto qualche High Noons (seltzer alla vodka). Andy era in piedi dietro di me e stavamo ballando e io l’ho afferrato...Non ho sentito l’annuncio che sarebbe arrivato il jumbotron, quindi all’improvviso ci vedo sullo schermo.
Coldplay, caso kiss cam, l’intervista alla donna intercettata
“La mia reazione immediata è stata: Oddio, Andrew (riferendosi all’ex marito)… Eravamo nel mezzo di una separazione incredibilmente e sorprendentemente amichevole. Temevo di metterlo in imbarazzo. È un uomo straordinario e non se lo merita. “Poi un attimo dopo la mia mente si rivolge a, ‘Oddio, Andy è il mio capo…. E anche se non si è trattato di un evento dedicato agli astronomi o qualcosa del genere, avrebbero potuto esserci investitori o altro personale.”
“Sono diventata un meme, ero la responsabile delle risorse umane più diffamata nella storia delle risorse umane…Penso che come donna, ho subito la maggior parte degli abusi. La gente diceva cose come “ero una cercatrice d’oro’” il che non potrebbe essere più lontano dalla realtà. La quantità di sacrifici che ho fatto per arrivare dove sono arrivata nella mia carriera, la quantità di mani che ho dovuto togliermi dal sedere nel corso degli anni, i commenti che ho dovuto scacciare dagli uomini. Ho lavorato così duramente per dissiparlo per tutta la vita e qui ne sono stata accusata.”
Ha continuato dicendo di essere rattristata dal fatto che nessuno del team dei Coldplay l’abbia mai contattata o abbia rilasciato una dichiarazione che avrebbe potuto contribuire ad abbassare la pressione sull’incidente che, a suo avviso, Martin aveva contribuito a provocare. Nel primo concerto dei Coldplay dopo l’incidente, il frontman aveva ironizzato: “Vorremmo salutare alcuni di voi tra la folla e metterne alcuni sul grande schermo. Il modo in cui lo faremo è utilizzare le nostre telecamere e mettere alcuni di voi sul grande schermo.…Per favore, se non vi siete truccate, fatelo adesso.”
Nelle settimane e nei mesi successivi al concerto, la Cabot ha detto di aver ricevuto migliaia di e-mail, messaggi e persino lettere a casa sua, definendola una “sfasciafamiglie” accompagnate da minacce di morte. Infine ha concluso: “Sono sicura che molte persone diranno: ‘Questa è una storia così morta, perché tirarla fuori?’ Ma non è finita per me, e non è finita per i miei figli. Le molestie non finirono mai….Uno dei motivi principali per cui voglio avere questa conversazione è non prolungare quindici minuti di popolarità. Ogni giorno sento qualcosa nella sezione commenti su un bambino o un giovane adulto che si è suicidato a causa del trattamento orribile a cui è stato sottoposto. Dobbiamo essere più gentili gli uni con gli altri, non distruggerci costantemente a vicenda.”





