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Come produrre e commercializzare integratori alimentari nel 2022

Negli ultimi anni, seguire uno di stile di vita sano, fatto di buone abitudini, è diventato un obiettivo diffuso tra i cultori della forma fisica. E non solo. Benessere e salute sono tematiche ricorrenti all’interno della società odierna. Ecco perché è sempre più frequente l’utilizzo di integratori alimentari in grado di supportare l’organismo e le sue funzioni vitali. Le numerose richieste hanno dato una forte spinta alla produzione di supplementi integrativi, così come testimoniano diversi studi in merito.

Già nel 2018, 32 milioni di italiani, ovvero il 65% della popolazione adulta, faceva uso di integratori. Tendenza in netto aumento con l’arrivo del Covid e del lockdown. In tanti hanno sentito l’esigenza di ricorrere a prodotti nutraceutici con lo scopo di innalzare le difese immunitarie. Gli acquisti online, in particolare, sono cresciuti progressivamente. Sono molte le aziende che, pertanto, hanno deciso di investire in questo settore. Ecco perché la concorrenza è sempre più agguerrita. Come approcciare, dunque, un mercato in continua espansione, fatto non solo di negozi fisici, ma anche di e-commerce? Per saperne di più, occorre, in primis, capire cosa si intende per integratore alimentare, e com’è possibile trasformarne la produzione in un business di successo.

Cos’è un integratore alimentare

La legislazione attuale, nello specifico la Direttiva 2002/46/CE, messa in atto dal decreto legislativo n.169 del 21 maggio 2004, definisce gli integratori alimentari “fonti concentrate di sostanze”, quali vitamine, minerali, aminoacidi, fibre, acidi grassi essenziali e altri estratti di origine vegetale, con proprietà nutritive e fisiologiche. Possono essere pluricomposti o monocomposti, e spesso si trovano in forme predosate. Compresse, capsule, polveri in bustine, flaconcini: esistono diverse tipologie e formati di integratori alimentari che, in base alla propria composizione, possono contribuire al corretto funzionamento dell’organismo, scongiurando, in alcuni casi, la comparsa e l’evoluzione di determinate patologie. Gli integratori alimentari, però, non godono di peculiarità terapeutiche, a differenza dei medicinali.

Essendo prodotti alimentari a tutti gli effetti, gli integratori devono rifarsi alle norme di sicurezza alimentare in vigore. È necessario che vengano, in prima istanza, registrati in ambito UE come sostanze sicure, se il loro consumo è già stato testato. Se, invece, si tratta di prodotti o ingredienti nuovi, destinati ad essere impiegati come integratori, ai sensi del Regolamento (CE) 258/97, è d’obbligo richiedere un’autorizzazione preventiva, a livello europeo.

Qual è la sua funzione

Gli integratori, in genere, fungono da sostegno all’alimentazione, soprattutto quando si riscontra una carenza significativa di sostanze nutritive, o in caso di aumentato fabbisogno. Possono essere inseriti, quindi, all’interno di diete vegetariane, vegane o ipocaloriche. Oppure aiutano l’organismo in situazioni particolarmente stressanti (allenamenti intensi e ripetuti, deficit di memoria). Per questo, oltre agli estratti naturali, spesso includono sostanze attive come fitosteroli, flavonoidi, fosfolipidi, enzimi.

La commercializzazione degli integratori alimentari, deve essere anticipata dalla notifica ufficiale del Ministero della Salute, che ne attesta così la conformità alla normativa in atto. I prodotti che superano questa procedura, rientrano in un apposito registro e sono accompagnati da un codice che, nella maggior parte dei casi, viene riportato anche in etichetta. L’elenco delle formulazioni approvate può essere consultato sul sito web del Ministero della Salute.

Alcuni integratori, però, soprattutto quelli composti da micronutrienti essenziali, possono essere venduti solo dagli OSA, gli operatori del settore alimentare. Devono, inoltre, soddisfare le caratteristiche richieste in termini di produzione e confezionamento. È doveroso, infine, che tutte le strutture adibite per il deposito, lo sviluppo, la distribuzione e l’importazione dei supplementi integrativi, siano registrate ai sensi del Regolamento (CE) 852/2004.

Come produrre integratori da un terzista

Ma qual è il percorso da seguire per la creazione di una propria linea di integratori? Se si è una start up, ci si può affidare al supporto di aziende produttrici conto terzi. Le prime fasi, però, sono le più complesse. E le più lunghe. Innanzitutto, bisogna scegliere nome, logo e veste grafica del proprio marchio, affinché risulti quanto più accattivate e riconoscibile sul mercato. In secondo luogo, è necessario registrare il brand all’ufficio marchi e brevetti. Step non obbligatorio, ma sicuramente consigliato. Segue la composizione della formulazione, e il controllo dell’etichettatura relativa a dosaggi e ingredienti. Dopo aver ottenuto la notifica ministeriale, si può procedere con la vendita.

Un iter burocratico che, come già detto in precedenza, può essere semplificato e velocizzato dall’intervento di terzisti come Udem Pharma, realtà che affianca le piccole-medio imprese durante la selezione delle materie prime e l’elaborazione di prodotti sicuri e certificati dal Ministero della Salute. E consente la produzione in piccoli lotti, con un evidente risparmio in termini temporali ed economici.

Aprire un e-commerce, in ogni caso, è più immediato rispetto a un negozio con una sede fisica. In questo caso, infatti, è fondamentale comunicare al comune l’inizio dell’attività, avere una partita IVA attiva presso l’Agenzia delle Entrate, attendere la visita dell’ASL, e godere di un attestato HACCP, che di solito va conseguito dal titolare.

Come fare business nel commercio online degli integratori

I competitor nell’ambito dell’integrazione proliferano. E l’emergenza Coronavirus, di certo, ha accelerato questo processo. Gli utenti tendono a confrontare le soluzioni presenti online. Per incrementare la vendita e costruire un bacino di clienti sostanzioso, dunque, il suggerimento è quello di ostentare la qualità e l’affidabilità dei prodotti, la convenienza e la serietà dell’azienda attraverso un website attraente sia dal punto di vista grafico che dell’user experience. È opportuno mettere a disposizione metodi di pagamento semplici (Paypal, carta di credito, contrassegno), un efficiente servizio di assistenza, anche in Live Chat, e una policy chiara su spedizioni, resi e rimborsi.

Infine, affinché il proprio shop online abbia successo, è indispensabile individuare mission e target appropriato. E pubblicizzare la propria piattaforma attraverso social, annunci pay-per-click, avvalendosi, ad esempio, di Google Adwords, email e content marketing, e strategie SEO per un ottimo posizionamento sui motori di ricerca. Così facendo è possibile fidelizzare i già clienti e trovarne dei nuovi. Per farlo, torna utile mettere in evidenza sconti, video esplicativi, e recensioni di chi ha già acquistato, con lo scopo di risultare credibili agli occhi di chi atterra sul sito per la prima volta.

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Mr. Red

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e questo è quanto basta.

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