Economia

Commercialista online, sì o no?

Tutti gli imprenditori hanno un appuntamento fisso. Sia quelli alle prime armi, sia quelli che conducono aziende già avviate (comprese piccole srl, senza dimenticare imprese più strutturate con più dipendenti). Lo studio del commercialista. In Italia, ad esempio, ci sono 118.333 professionisti del settore e il 33,8% è donna. La maggior parte, per ovvie ragioni, sono concentrati nelle grandi città, Roma e Milano in primis.

Dunque per chi vive a Roma e cerca un commercialista, ma anche per chi abita nella metropoli lombarda, c’è più scelta. Ma è anche più difficile individuare il professionista che fa al caso nostro. Non tutti i commercialisti, infatti, sono esperti di e-commerce e vendite online, per cui il rischio di affidarsi a qualcuno che non comprende bene il business aziendale è alto. Allora che fare? Come trovare il commercialista giusto?

Risparmio vs professionalità?

Come sempre, a soccorrere le imprese c’è Internet con le sue offerte. Ma ha senso affidarsi ad un commercialista online? Innanzitutto occorre dire che online indica semplicemente il “mezzo” che ha scelto il professionista per lavorare. Del resto, anche gli studi commercialisti classici ormai si avvalgono di email, skype, WhatsApp, condivisione di file per dialogare coi clienti.

A volte, dunque, i nostri pregiudizi sono frutto per lo più delle abitudini. Del resto numerosi servizi, a partire dalla fatturazione, sono ormai virtuali, persino per obbligo di legge, così come i pagamenti per questioni di “tracciabilità”. Dunque la vera differenza è tra chi continua a fare il commercialista con proprio studio e clienti che ancora si presentano di persona, con studi “ibridi” che hanno anche un servizio online e chi decide, invece, di lavorare esclusivamente tramite Internet.

I vantaggi dell’online sono presto spiegati ed anche intuitivi: risparmio di tempo (basti pensare alla difficoltà di raggiungere uno studio commercialista in centro a Roma, con la cronica carenza di parcheggi e il traffico della Capitale) e in molti casi anche di denaro (struttura più snella che permette tariffe più convenienti). Ciò non va a scapito della qualità. Le scadenze fiscali, come sanno bene le aziende, sono molto importanti ed è il contribuente il responsabile ultimo di ciò che dichiara.

Professionalità e competenza

Per un imprenditore esperto che conosce bene le proprie necessità aziendali, è facile riconoscere quando un commercialista può fare al caso suo. Ma chi è alle prime armi, oppure vuole cambiare dopo parecchio tempo, deve usare qualche accortezza in più.

Un buon modo è quello di porre le domande giuste al professionista con cui si vorrebbe lavorare. Vale a dire spiegare bene il tipo di business di cui si occupa l’azienda e le esigenze precise, cercando di farsi dire chiaramente se chi abbiamo davanti (seppure virtualmente) conosce le regole fiscali del settore in cui la propria azienda lavora. Il resto verrà da sé.

E se non si è soddisfatti, si può sempre cambiare. Ricordandosi che il primo controllo si fa agevolmente andando sul sito dell’ordine dei commercialisti ed esperti contabili e verificando che il nostro professionista sia effettivamente iscritto. L’ordine, come tutti gli ordini, ha i compiti di vigilanza: dunque mai dimenticarsi anche di questo canale.

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