Joël Le Scouarnec, ex chirurgo francese, è stato condannato a vent’anni di reclusione, con l’accusa di violenza sessuale su duecentonovantanove pazienti. Molti di essi, all’epoca dei fatti, erano minorenni; gli abusi hanno avuto luogo a cavallo tra il 1986 e il 2004, e le vittime avevano un’età media di undici anni. Lo scorso marzo, l’imputato era stato giudicato colpevole di centoundici stupri e centottantotto aggressioni sessuali. La pena ricevuta è la massima prevista per questa tipologia di reati.

L’uomo si trova già in prigione; nel 2020 ha ricevuto una condanna a quindi anni di carcere per abusi su due nipoti, una paziente di quattro anni e una vicina di casa di sei anni, la cui madre nel 2017 l’aveva denunciato. Nel corso delle perquisizioni all’interno della sua abitazione, la polizia aveva trovato nel computer di Le Scouarnec alcuni file che indicavano nomi, età e indirizzi di oltre duecento vittime, oltre che una dettagliata descrizione delle violenze. In una pagina del suo diario, datata 3 dicembre 1997, il giorno del suo compleanno, si legge: «Ho 47 anni e sono un pedofilo».

Molte delle vittime di Joël Le Scouarnec erano state anestetizzate

Joël Le Scouarnec
Joël Le Scouarnec è stato condannato a vent’anni di reclusione per violenza e aggressione sessuale

Durante le indagini, la polizia ha identificato trecentoquarantatré vittime ma nel 2022 il giudice istruttore ha ridotto il numero a duecentonovantanove. Alcune violenze, infatti, risalivano a troppi anni prima e le accuse erano cadute in prescrizione. Al momento degli stupri, duecentocinquantasei vittime avevano meno di quindici anni, delle quali centocinquantotto erano maschi e centoquarantuno femmine. Tra loro, centodiciotto non hanno voluto costituirsi parte civile; alcune, invece, si sono suicidate e, a chiedere giustizia, sono stati i loro parenti.

Molte delle violenze hanno avuto luogo mentre i pazienti erano sotto anestesia totale, addormentati o in fase di risveglio. In altri casi, invece Le Scouarnec le giustificava come esami clinici o azioni necessarie ai fini della visita medica. Alcune si sono verificate anche in presenza di genitori o di personale dell’ospedale. Lunedì 24 febbraio, presso il tribunale di Vannes, in Bretagna, è iniziato quello che è ampiamente considerato il più grande processo per violenze sessuali su minori della storia della Francia.

Federica Checchia

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