Cronaca

Il Consiglio europeo raggiunge l’accordo sui migranti

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Nell’ambito del Consiglio europeo, i 28 leader dei paesi membri hanno siglato il futuro programma di intervento condiviso sul fronte immigrazione.

Dopo ben 13 ore di tira e molla, proposte e minacce di veti, i 28 rappresentanti dei paesi Ue, riunitisi a Bruxelles, hanno raggiunto, come si erano prefissati, un accordo sul tema attualmente più caldo per l’Unione, la gestione dei migranti.

I 28 leader hanno trovato un accordo sulle conclusioni del consiglio europeo, inclusa l’immigrazione” – ha twittato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk poco dopo la chiusura dell’estenuante seduta durata una giornata intera.

Dopo anni in cui l’Europa non si è mai veramente presa la responsabilità di un fenomeno così complesso, e lasciato nei fatti alla gestione autonoma dei singoli paesi direttamente coinvolti, per la prima volta l’intento iniziale era quello di trovare delle vie europee, condivise, per affrontare l’enorme flusso migratorio che dalle coste africane giunge dall’altra parte del Mediterraneo, con l’obiettivo, poi, di raggiungere il nord Europa.

Da oggi l’Italia non è più sola. Da questo Consiglio europeo esce un’Europa più responsabile e più solidale” – ha spiegato il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, arrivato al Consiglio europeo con l’intenzione di dare battaglia e battere il pugni.

I risultati raggiunti: l’accordo

Stretta di mano sui migranti che potranno accedere e ricevere tutela in Europa. Bisognerà “distinguere tra migranti irregolari, che saranno rimpatriati, e chi necessita di protezione internazionale“. I migranti che avranno il diritto di ricevere tutela in base al diritto internazionale verranno poi presi in carico non dal singolo paese dove arriveranno, ma, verranno redistribuiti in quei paesi che, “volontariamente”, istituiranno centri controllati, senza così pregiudicare la riforma di Dublino.  
I Paesi di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia), dato che l’istituzione dei centri di controllo sarà su base volontaria, non saranno costretti ad accogliere i migranti, come hanno sempre affermato.

Fondamentale rimane affrontare il fenomeno migratorio da più lati, anche cercando, per quanto possibile, di intervenire nei paesi da dove i migranti partono. Proprio in questo senso, il Consiglio europeo ha inserito nell’accordo appena raggiunto lo stanziamento di 500 milioni di Euro per finanziare il trust Fund per l’Africa. Nella stessa direzione vanno i 3 miliardi di Euro sbloccati a favore della Turchia.

Accolta anche la richiesta di una riforma del regolamento di Dublino, ormai dai più considerato superato e che attualmente prevede che l’esame delle richieste d’asilo dei migranti debba essere condotto nel paese di sbarco, il quale si fa carico, successivamente, del richiedente asilo.
Secondo quanto pattuito dai 28 leader presenti ieri al Consiglio europeo, però, il regolamento di Dublino verrà modificato solo con l’unanimità e non, invece, come previsto dai trattati, con la maggioranza qualificata. Anche qua, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia sono riuscite ad imporre la propria volontà.

Consci del fatto che la maggior parte dei migranti che arrivano in Italia, Spagna e Grecia vogliono poi continuare il proprio viaggio della speranza verso nord e che ciò può mettere in crisi l’accordo di Schengen, è stato previsto di “prendere tutte le misure necessarie per limitarli“, evitando spostamenti incontrollati.

Nell’accordo raggiunto dal Consiglio europeo viene poi definitivamente sancito il principio secondo il quale “chi arriva in Italia arriva in Europa e che tutte le navi che arrivano nel mediterraneo devono rispettare le legge quindi anche le ong e non devono interferire con la guardia costiera libica“. Per consentire un lavoro migliore della guarda costiera libica, inoltre, il Consiglio si è impegnato a rafforzare il sostegno europeo.

L’Europa vivrà ancora per lungo tempo la sfida della migrazione, dobbiamo fare fronte a questa sfida restando fedeli ai nostri valori – ha detto Emmanuel Macron al termine dell’incontro -. Oggi è una tappa importante perchè siamo riusciti a ottenere una soluzione europea e un lavoro di cooperazione. Molti predicevano un mancato accordo o il trionfo di soluzioni nazionali, questa sera abbiamo trovato soluzioni europee“.

Alle parole preferisce invece i fatti il ministro degli Interni italiano Matteo Salvini, che sul tema aveva speso spesso parole pesanti proprio con l’obiettivo di riaccendere il dibattito.
Non mi fido delle parole – ha affermato Salvini – vediamo che impegni concreti ci sono perché finora è sempre stato ‘viva l’Europa viva l’Europa, ma poi paga l’Italia. Vediamo che principi, che soldi e che uomini ci sono. Il principio fondamentale era e continua ad essere la protezione delle frontiere esterne, non lasciare sola l’Italia, un investimento vero in Africa e non a parole“.

L’interesse di tutta l’Unione europea, seppure a suon di minacce, sembra essere tornato sulla questione dei migranti, spetterà ora al legislatore, prima, e agli esecutivi, poi, dare attuazione all’accordo affinché non rimanga tale solo sulla carta.

Di Lorenzo Lucarelli

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