Diretto dall’allora emergente Francis Lawrence, Constantine è una pellicola del 2005 liberamente ispirata alla serie di fumetti Hellblazer. Il film narra le vicende di John Constantine, interpretato da Keanu Reeves, una sorta di investigatore dell’occulto che combatte le forze del male. In seguito ad un esorcismo, John Constantine inizia a sospettare che qualcosa nell’equilibrio tra bene e male sulla terra stia cambiando. Nel mezzo delle sue indagini viene avvicinato da Angela, una detective che sta investigando sul presunto suicidio della sorella gemella. John crede che l’accaduto alla ragazza sia correlato alla sua indagine e decide di aiutare la detective. I due si ritroveranno immischiati in una guerra fredda tra angeli e demoni combattuta in mezzo ai mortali.

Ottima la scelta del cast che accompagna il protagonista Reeves uscito da poco dalla produzione dei film Matrix che lo hanno portato alla fama. Tilda Swinton su tutti spicca nel ruolo dell’androgino Arcangelo Gabriele, accompagnata da Peter Stormare come Lucifero, Rachel Weisz come co-protagonista e Djimon Hounsou nei panni di Papa Midnight. In ultimo, ad interpretare l’aiutante di Constantine, Chas Kramer, compare un giovanissimo Shia LaBeouf consigliato al produttore Akira Goldman da Will Smith in persona. I due avevano lavorato insieme nel film Io, Robot, uscito l’anno precedente, per cui Goldman aveva curato la sceneggiatura.

Tilda Swinton nei panni dell'Arcangelo Gabriele - Photo Credits: web
Tilda Swinton nei panni dell’Arcangelo Gabriele – Photo Credits: web

Constatine, il film, il fumetto

È quasi impossibile che un prodotto nato per un particolare media rimanga uguale all’opera originale, tuttavia la cosa importante è che sia fedele ad essa, mantenendo il più possibile trama e personaggi ma soprattutto il senso e la morale. Il film Constantine ci riesce parzialmente, modificando le fattezze del protagonista e peccando di tradimento per quanto riguarda la zona grigia della moralità che invece è la parte migliore dei fumetti.

La religione cristiana spadroneggia nella pellicola, mentre nel fumetto c’è un connubio di religioni diverse, passate e presenti, ma soprattutto nel film il confine tra Bene e Male è abbastanza netto, quando nel fumetto resta invece molto sfocato. Trama e sceneggiatura risultano semplificate e carenti di quel ventaglio di zone grigie e ambigue tipiche del fumetto, che però lasciano traccia nella struttura dei personaggi, soprattutto per quanto riguarda il protagonista. Constantine è un film ironico e nichilista capace di soddisfare chi è alla ricerca di un fantasy con tinte horror.

Keanu Reeves e Rachel Weisz in una scena del film - Photo Credits: web
Keanu Reeves e Rachel Weisz in una scena del film – Photo Credits: web

“Sono Constantine, John Constantine”

John Constantine ha lo spiacevole dono di vedere i veri volti delle persone, riuscendo quindi ad indentificare i demoni presenti sulla terra. Questa sua capacità lo ha spinto al suicidio, rendendolo colpevole del peccato peggiore, secondo la religione cristiana, di cui un uomo può macchiarsi. Morto per qualche istante, durante cui ha visto l’inferno, è poi tornato in vita e da allora è costretto a combattere contro le forze del male per riguadagnarsi l’accesso in paradiso. Ha un cancro ai polmoni che lo sta portando nuovamente alla morte.

Nella sua dipendenza dal fumo sfoga la frustrazione dovuta alla consapevolezza di essere una pedina nelle mani dei poteri superiori. L’ironia tagliente di Constantine evidenzia il paradosso della vita terrena. In un mondo materialista dove i soldi, la violenza e la fama hanno preso il posto della fede, avviene la lotta tra angeli e demoni per le anime dei mortali, di fatto spesso privati del libero arbitrio e manipolati dalle fazioni. Armato di nichilismo, Constantine continua la sua lotta terrena alla ricerca della pace dell’anima.

Paradiso e inferno sono qui. Dietro ogni muro, ogni finestra. Il mondo dietro il mondo… e noi siamo bloccati nel mezzo.

John Constantine in una scena del film - Photo Credits: web
John Constantine in una scena del film – Photo Credits: web

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Articolo a cura di Eleonora Chionni.

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