Attualità

Contagi Covid-19 in salita: 2.535 casi positivi e 30 morti i dati di ieri

I contagi da Covid-19 sono in salita anche in Italia. Ieri su 222.385 tamponi della domenica sono stati rilevati 2.535 casi positivi e 30 morti. Il tasso di positività è passato in un giorno al 1,1%. I contagi sono destinati ad aumentare con l’arrivo dell’inverno e le influenze. Raggiungere la copertura vaccinale del 90% della popolazione è sempre più urgente e la terza dose potrebbe essere estesa a tutta la popolazione.

Contagi Covid-19 in salita in Italia: la vaccinazione al 90% della popolazione e la terza dose per tutti le soluzioni per contrastare l’epidemia

I contagi sono in salita anche in Italia. Ieri sera i nuovi casi positivi al Covid-19 erano 2.535 su 222.385 test molecolari e antigienici fatti. In 24 ore il tasso di positività è passato dal 0,9% all’1,1% e l’Rt ha superato l’1. I decessi sono stati 30 rispetto ai 24 del giorno precedente. I ricoveri nelle terapie intensive sono attualmente 338: tre in meno rispetto a domenica. Gli ingressi giornalieri si sono ridotti in 24 ore da 18 a 16. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 2.579, con un aumento di 106 unità in un giorno. Si prevede un aumento dei casi con l’arrivo dell’inverno e la diffusione dell’influenza e viste anche tutte le riaperture e il ritorno sul posto di lavoro.

Secondo quanto riporta l’Ansa, il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), ha rilevato che i casi stanno aumentando in ben 18 regioni. «Crescono tutte le curve dell’epidemia a livello nazionale, dalla percentuale dei positivi ai test molecolari all’incidenza dei positivi totali ai test molecolari e agli antigenici rapidi, fino agli ingressi giornalieri in terapia intensiva – commenta Sebastiani -. Si nota anche una debole crescita giornaliera della curva media dei decessi».

I dati del ministero indicano infatti che un incremento giornaliero maggiore di casi Covid-19 si rileva in Sicilia, con 443 casi; seguono poi Lazio con 386, l’Emilia Romagna con 362, la Campania con 253, il Veneto con 220, la Toscana con 211 e la Lombardia con 119 casi. Preoccupa poi anche la sotto-variante AY.4.2 che può essere intercettata solo grazie il sequenziamento ma non con i test molecolari o antigienici. Non si esclude infatti la possibilità di altre chiusure in caso di diffusione della variante Delta Plus, che contagia il 10% in più ma è meno pericolosa.

La terza dose e la vaccinazione sul 90% della popolazione

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, non esclude dunque la possibilità di estendere la terza dose a tutta la popolazione per tenere la situazione sotto controllo questo inverno ed evitare altre chiusure. Francesco Vaia, direttore dell’Istituto Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, ritiene che l’obbligo vaccinale dovrebbe essere esteso a tutti coloro che lavorano a contatto con il pubblico.

«Cosa succederà questo inverno con il Covid dipende da diversi fattori ma in particolar modo dalla copertura vaccinale: per tenere sotto controllo il virus dobbiamo raggiungere probabilmente la soglia del 90% – afferma Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute -. In Italia la situazione è molto buona ma non ottimale perché abbiamo ancora alcuni casi e tra i 30 e i 40 morti al giorno. Siamo tra i Paesi con l’incidenza più bassa in Europa e nel mondo, grazie alla campagna di vaccinazione e all’uso della mascherina al chiuso».

I vaccini per i bambini

Un passo importante sono gli studi sui vaccini che si stanno compiendo per garantire una copertura vaccinale a tutti gli studenti che frequentano le scuole dalle elementari alle medie tra i 5 e gli 11 anni. «Questi vaccini sicuri tanto quanto altri obbligatori e forse anche di più, perché abbiamo vaccinato in un periodo di tempo così breve oltre 6 miliardi di persone – spiega Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino -. Per autorizzarli abbiamo condotto studi con una numerosità di pazienti e una rigorosità scientifica che non erano mai stati raggiunti prima, grazie al fatto che avevano il faro puntato dell’opinione pubblica».

Il futuro del Covid e delle epidemie nel mondo

Secondo gli studiosi nuove pandemie come il Covid-19 ci attenderanno negli anni futuri e noi dovremmo essere pronti a combatterle.  “Dobbiamo essere pronti a una nuova epidemia da ‘malattia x’, tra dieci o cinquant’anni – ha spiegato Rezza -. Abbiamo altri virus, per esempio quelli trasmessi dalle zanzare, che a causa dei cambiamenti climatici potrebbero assumere dimensione internazionale. Quelli che ci preoccupano di più, tuttavia, sono quelli respiratori».

Adv

Related Articles

Back to top button