Politica

Conte contro Di Maio: “Dovrà rendere conto delle gravi condotte”

Non è solo il centro-destra a uscire a pezzi dopo il quirinale, anche il M5S è diviso ormai su tutto. In un’intervista al Fatto Quotidiano l’ex premier ha parlato delle tensioni emerse durante la corsa al Quirinale.

Conte e Di Maio: dopo il Quirinale ci potrebbe essere la resa dei conti

Il leader del M5S in un’intervista al Fatto Quotidiano:

Quelle di Belloni e di Severino erano candidature di cui avevamo discusso, sia nel fronte progressista che con il centrodestra. Apparivano molto solide e affidabili, e offrivano l’occasione storica di portare una donna al Quirinale

Di Maio dovrà rendere conto di diverse condotte, molto gravi. Ai nostri iscritti e alla nostra comunità”.

E’ una resa dei conti interna ai Cinque Stelle quella a cui Giuseppe Conte sembra voler dare inizio con una intervista al Fatto Quotidiano. Il presidente M5s ricostruisce, in particolare, le lunghe ore a cavallo del vertice di maggioranza che sembrava destinato a dare il via libera al nome della direttrice del Dis Elisabetta Belloni. 

Un nome che “non è mai stato eliminato” dalla rosa, aggiunge Conte: “Nel tardo pomeriggio” di venerdì, “Salvini aveva sciolto positivamente la riserva su Belloni, confermando la disponibilità di Giorgia Meloni”.

Il confronto con Grillo

Conte aggiunge anche di aver avuto un confronto con l’ex leader, Beppe Grillo:

“Con Beppe ho parlato io e abbiamo convenuto che la direttrice del Dis sarebbe stata un’ottima figura per la Presidenza della Repubblica. Ma bando all’ipocrisia, questa uscita non ha avuto influenza su una partita giocata da vari politici. Penso a Matteo Renzi, ma non solo”.

Infine l’affondo: alla domanda se fosse stato il ministro degli Esteri a “bruciare” il nome di Belloni, Conte avverte:

“Di Maio dovrà rendere conto di diverse condotte, molto gravi. Ai nostri iscritti e alla nostra comunità”.

Tutti sconfitti, ma attenzione al 2023

Ne escono quindi tutti sconfitti dopo questa vergognosa corsa al colle che ha visto i politici votare Mattarella per tenersi stretta la loro poltrona. Nel 2023 si andrà a votare e probabilmente gli elettori faranno pagare cara questa scelta soprattutto a Salvini e Berlusconi, che avevano per la prima volta dopo anni l’occasione di eleggere un presidente della repubblica di centro-destra o quantomeno neutrale.

Escono sconfitti quindi Conte e la Meloni, molto frustrati per i risultati del colle, ma speranzosi per le elezioni del 2023 di raccogliere i voti di chi si è sentito tradito.

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