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Controllo funzionalità del cuore

Il Controllo funzionalità del cuore, quando stiamo bene, è il modo migliore per preservarlo dalle principali minacce alla sua integrità, perché una visita cardiologica approfondita può riscontrare problemi di cui non si sospettava l’esistenza.

Il cardiologo, inoltre, può dare indicazioni su come prevenire eventuali problemi cardiocircolatori In particolare è consigliabile recarsi a visita cardiologica almeno ogni 5 anni se si hanno più di 40 anni di età e con maggior frequenza in presenza dei seguenti fattori di rischio: Ipercolesterolemia (livelli di colesterolo alto, come si può verificare tramite esami del sangue); Pressione alta (ipertensione arteriosa); Obesità; Diabete; Depressione; Vita sedentaria e inattività (meno di 30 minuti di attività fisica al giorno), in particolare per i lungodegenti, allettati da settimane; Tabagismo di lunga data.

Il fumo raddoppia la possibilità di comparsa di malattie cardiovascolari; Familiari con diagnosi di disturbi cardiovascolari. Naturalmente bisogna recarsi dal medico, con più o meno urgenza, se si manifestano i segni di un possibile disturbo cardiovascolare. Nessun sintomo da solo suggerisce con certezza che vi sia una patologia al sistema cardiocircolatorio, ma alcuni segnali devono essere tenuti d’occhio. Fra di essi i più importanti sono: Forte stanchezza e affaticamento. L’astenia è la condizione in cui la persona si sente talmente stanca da non riuscire a intraprendere una qualsiasi attività. È normale dopo sforzi fisici, stress prolungati e mancanza di sonno, ma se si presenta in seguito ad attività che prima non l’avevano mai scatenata può indicare una patologia.

Moltissime malattie provocano astenia, tra cui anemia, depressione e disturbi del sonno. Se si presenta unitamente a respiro affannoso, debolezza e/o dolore ai muscoli, mal di testa, confusione, perdita della vista, nausea e/o vomito può indicare un problema cardiopatico, per cui occorre rivolgersi subito a un medico; Dolore al petto. I dolori al torace possono essere di vario genere (sensazioni di fastidio, pressione, bruciore, dolore pungente) e di varia natura. Talvolta interessano il tratto digerente, talvolta quello respiratorio, altre volte i muscoli o le costole. Il sintomo è comunque degno di nota e deve spingere a rivolgersi al medico immediatamente nel caso in cui si osservino anche altre manifestazioni, tra cui: respiro affannoso, sudorazione, nausea e/o vomito, svenimento, stordimento, sensazione di battito cardiaco rapido e irregolare.

Un dolore toracico che dura meno di 30 secondi in genere non è dovuto a una cardiopatia, ma è comunque consigliato consultarsi con un medico; Dolore a schiena, orecchio, collo, mascella, spalla, braccio o addome superiore. Data la conformazione di alcune strutture neurali è possibile che un dolore non al torace stia comunque ad indicare la presenza di un disturbo cardiaco. Nel caso in cui questi dolori si presentino insieme a sintomi quali mancamento, respirazione affannosa, sudorazione, nausea e/o vomito oppure in soggetti che abbiano già avuto episodi di infarto è quindi opportuno chiamare subito un medico; Difficoltà a vedere con uno dei due occhi e afasia (difficoltà nel comporre frasi di senso compiuto o di comprensione del linguaggio) sono sintomi di un possibile ictus, dunque devono spingere a chiamare un’ambulanza;

Palpitazioni, ovvero la percezione di battiti cardiaci lenti, veloci o irregolari. I propri battiti, che normalmente non vengono percepiti, durante un episodio di palpitazioni risultano accentuati, sentiti come un martellio o un battito di ali. Spesso si accompagnano al respiro affannoso. Non sempre sono dovuti a cardiopatie: il battito cardiaco è regolato dall’attività fisica, dall’alimentazione, dai farmaci e può aumentare in caso di febbre, disidratazione o forti emozioni (come ansia, dolore e paura).

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