Il processo per false dichiarazioni in campagna elettorale a carico di Lee Jae-myung, esponente del Partito Democratico, che la scorsa settimana ha vinto le elezioni presidenziali, è stato rinviato a tempo indeterminato. Ad annunciare la decisione è stato un tribunale di Seoul, capitale della Corea del Sud. I giudici hanno fatto riferimento all’articolo 84 della Costituzione sudcoreana secondo il quale, per la maggior parte dei reati, un presidente in carica non può essere soggetto a procedimenti penali per tutta la durata del suo mandato.

Lee era stato accusato di aver violato la legge elettorale nel corso di un dibattito televisivo nel 2021, durante una precedente candidatura alla presidenza. Allora, aveva dichiarato di non conoscere una persona coinvolta in uno scandalo di corruzione.

Corea del Sud: il dibattito sull’articolo 84

Corea del Sud
Lee Jae-myung è il nuovo presidente della Corea del Sud

Il caso generato da questa accusa, aveva portato a un processl, terminato con la sua condanna a un anno di carcere con pena sospesa. Lee aveva fatto ricorso, vincendo, ma la Corte Suprema gli aveva dato torto e aveva deciso di riaprire tutto. La prossima udienza, ora annullata, era prevista per il 18 giugno.

Nelle ultime settimane il Paese è stato teatro di un acceso dibattito. Molti esperti, infatti, si sono divisi riguardo alla possibilità di rinviare o meno il processo, sostenendo che l’articolo 84 non possa essere impiegato in processi iniziati prima dell’elezione. Il Partito Democratico, dal canto suo, ha proposto un disegno di legge che andrebbe a sospendere in automatico tutti i processi in corso del presidente in carica.

Federica Checchia

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