Coronavirus: sotto inchiesta l’ex presidente della Camera Irene Pivetti

L’ex presidente della Camera Irene Pivetti è finita sotto inchiesta a causa di una partita di mascherine contraffatte. Per queste il direttore centrale dell’ Inail aveva disposto il divieto di immissione in commercio alla società importatrice, la Only Italia Logistics. Su ordine della procura di Ragusa la Guardia di Finanza aveva sequestrato 9000 mascherine. A questo si aggiunto l’indagine della procura di Savona con ulteriori sequestri. Irene Pivetti, titolare della società Only Italia Logistics, è indagata per frode in commercio, falso documentale e violazione di dazi doganali.

L’accordo tra Irene Pivetti e la Protezione Civile


Dopo l’esperienza in politica Irene Pivetti era diventata imprenditrice allacciando molte relazioni con la Cina. Durante l’emergenza coronavirus la sua società di import aveva ottenuto un accordo con la Protezione Civile per importare dalla Cina 15 milioni di mascherine. Questo per un costo totale di 30 milioni di euro di cui lo Stato avrebbe dovuto pagarne, in base alle precedenti leggi, il 60% subito e il 40% alla consegna. Poi sono scattate le indagini che hanno portato ad una perquisizione nel Dipartimento della stessa Protezione Civile. Questa “estranea all’indagine resta a disposizione degli inquirenti per ogni ulteriore elemento ritenuto utile”, si legge in una nota della stessa istituzione governativa.

Le origini dell’inchiesta contro la Pivetti

La perquisizione negli uffici della Only Italia Logistics


La Guardia di Finanza ha perquisito anche gli uffici di Savona della Only Italia Logistics alla ricerca delle fatture relativa alle mascherine contraffatte già sequestrate in precedenza. “Sono necessari doverosi approfondimenti investigativi, con le previste garanzie di legge, mediante l’esame e la verifica della documentazione acquisita. La finalità dei provvedimenti mira a ricostruire la provenienza della merce, la completezza della documentazione, la sua destinazione sul mercato ed ogni fatto di interesse investigativo”, spiega il procuratore Ubaldo Pelosi. Al momento proseguono le indagini portate avanti anche dalla Corte dei Conti che sta attuando le verifiche di sua competenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA