Attualità

Coronavirus: arriva l’app per conoscere i tempi di attesa fuori i supermercati

Assalto ai supermercati: la tecnologia corre in aiuto. Filaindiana.it è la nuova app che stima il tempo di attesa per entrare nei supermercati e il numero di persone in fila. 

L’odissea della spesa

Il coronavirus ci ha rinchiusi tutti a casa e chi non è a casa è in coda, a distanza di sicurezza, ai supermercati con attese che possono raggiungere persino le due ore. Fare la spesa con l’emergenza da coronavirus è diventata un’odissea. L’acquisto online non ci aiuta: il numero delle richieste hanno mandato letteralmente in tilt  siti e i sistemi di consegne. In aiuto arriva la tecnologia con filaindiana.it un’app web che permette di monitorare le file davanti ai supermercati, e dunque di ridurre i tempi di attesa e rischi di contagio. 

Come funziona?

L’idea è tutta italiana e nasce dalla startup Wiseair. L’app permette di geolocalizzare gli utenti per capire quanti sono in coda. Usarla è molto semplice: basta andare sul sito filaindiana.it, e una volta aperto apparirà una mappa della nostra zona. A questo punto possiamo vedere i supermercati aperti, nella nostra zona, con meno fila o contribuire al sistema geolocalizzandoci in una determinata fila: basta premere il tasto “Sono in coda qui”.
 

Gli ideatori 

Fulvio Bambusi e Andrea Torrone sono i due ideatori dell’app e nel presentare la propria idea scrivono: “Ai supermercati in questi giorni si creano delle file tremende, che oltre a contribuire al disagio sono potenziali motivi di assembramento e contagio.” L’app è stata visitata da più di 500.000 persone, in soli due giorni. Si prepara a ampliare il suo raggio d’azione che in questo momento copre solo Milano, ma gli ideatori contano di espandere la funzione dell’app, entro la prossima settimana, in tutta Italia e poi anche all’estero. “Noi ci rivolgiamo a tutti coloro che devono andare a fare la spesa, perché una scelta informata e organizzata di dove e quando andare a fare la spesa può fare la differenza tra il creare o non creare un nuovo focolaio di contagio.” 

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