Il Coronavirus, flagello mondiale del 2020, potrebbe provocare l’annullamento dell’intera stagione di tennis. Sono sempre di più le voci autorevoli che intravedono solo nel 2021 la data possibile di uscita da questo tunnel infernale. Già nelle ultime ore è divenuta ufficiale la cancellazione di Wimbledon, peraltro ampiamente prevista, e il rinvio di ogni torneo ATP e WTA fino almeno al 13 luglio. Ma ai più l’opzione di tornare in campo in estate appare come pura fantascienza. In questo senso le parole di Craig Tiley, Ceo di Tennis Australia e direttore dell’Australian Open, lasciano davvero poche speranze

“Il mio punto di vista è che quest’anno difficilmente si tornerà a giocare a tennis. Il nostro sport si svolge in tutto il mondo e penso che sia l’ultima attività che potrà essere ripristinata. Penso che gli sport che abbiano un focus nazionale siano in una situazione privilegiata rispetto agli altri. Soprattutto all’inizio, sarà difficile per le persone viaggiare da un paese all’altro quest’anno. Dobbiamo concentrarci a livello locale per il momento.”

Coronavirus tennis, anche Mauresmo ipotizza lo stop fino al 2021

Il ragionamento del dirigente aussie, peraltro, non sembra essere una voce fuori dal coro. Dal punto di vista strettamente logistico è difficile dargli torto, tanto più che l’evoluzione del Coronavirus è ancora difficilmente prevedibile. Così anche Amelie Mauresmo ha espresso forti dubbi sulla possibilità di riprendere la stagione durante l’anno in corso. L’ex numero uno del circuito Wta ed ex allenatrice di Andy Murray ha affidato il suo pensiero a twitter, rimarcando anche lei la natura globale e transnazionale del tennis e la sua vocazione a coinvolgere gente da tutte le latitudini. Quello della francese è apparso più come un augurio che come una previsione

Coronavirus, Mauresmo ipotizza la ripresa dell'attività agonistica nel 2021, photo credits: Sang Tan , AP
Coronavirus, Mauresmo ipotizza la ripresa dell’attività agonistica nel 2021, photo credits: Sang Tan , AP

Messo il punto definitivo sulla stagione della terra rossa e dell’erba, resta ancora da sciogliere il nodo Us Open, fortemente legato all’evoluzione dell’emergenza al di là dell’Atlantico. Se le profezie più funeste non dovessero avverarsi e si potesse tornare a giocare in estate, lo Slam americano si troverebbe a dover fronteggiare la grana impostagli dallo spostamento a settembre del Roland Garros. A questo punto poca cosa rispetto alla possibilità di dover saltare anche questo torneo dopo aver dovuto digerire la storica cancellazione di Wimbledon. A proposito dei Championship, non poteva mancare il commento del re incontrato dell’erba londinese. Roger Federer si è detto ‘devastato’ dalla decisione inevitabile. Commento laconico, ma significativo.

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