Attualità

Coronavirus: questione di (dis)umanità

Nelle ultime ore impazza sul web la clamorosa decisione degli Usa che, preparandosi al picco dei contagi, dichiarano: “Nessuna terapia salvavita per le persone affette da disabilità psichica”.

Problema comune, soluzioni diverse

Mentre il coronavirus, infatti, continua a travolgere in maniera devastante tutto il mondo, nelle ultime 48 ore l’America di Trump continua a fare i conti con il crescente numero dei contagi registrati. Tra le varie ipotesi prese in considerazione dalla presidenza anche quella relativa all’insufficienza dei respiratori.

Da qui la decisione: le categorie più fragili “escluse” dalla terapia intensiva. Si tratterebbe della cosiddetta “regola d’oro” la quale garantirebbe, in caso di carenza di strumenti salvavita, l’accesso alle cure esclusivamente alle persone con maggiore probabilità di sopravvivenza o di maggiore valore per la società. Decisione, questa, che ha scatenato la rivolta di numerose associazioni a difesa dei disabili di cui si è fatta portavoce Ari Ne’eman, docente al Lurie Institute for Disability Policy dell’Università Brandeis

“Le persone affette da disabilità sono terrorizzate dalla possibilità di essere lasciate in fondo alla fila”

Il cinismo, in questo caso, non sembra mai abbastanza e a confermare tesi coerenti con quella americana arriva il Regno Unito il cui premier britannico, Boris Johnson, nei giorni scorsi ha affermato di voler combattere il coronavirus con l’ immunità di gregge.

A consigliare Johnson ci sono i due massimi esperi Chris Whitty, epidemiologo e consigliere medico del governo e sir Patrick Vallance, consigliere scientifico. Secondo i due consiglieri di Johnson la malattia dovrà semplicemente fare il suo corso, lasciando che il virus si diffonda tranquillamente così da poter immunizzare naturalmente la popolazione. Stando ai loro calcoli, infatti, il 60 per cento dei britannici dovrà contrarre il Covid-19 per poter poi sviluppare la così definita “immunità di gregge”. Tesi, questa, che sembra richiamare la ben più nota teoria darwiniana sulla “selezione naturale” che afferma la sopravvivenza dei solo individui dotati di caratteristiche più vantaggiose nella lotta per l’esistenza e che, in sostanza, meglio si adattano all’ambiente.

Evoluzionismo - Photo Credits: www.nanopress.it
Evoluzionismo – Photo Credits: www.nanopress.it

Linea difensiva completamente diversa è invece quella adottata dall’Italia e, a poco a poco, da tutti gli altri paesi europei sebbene non manchino pareri contrastanti come quello del Prof. Giulio Tarro, considerato uno dei virologi più importanti al mondo. Allievo del padre del vaccino per la poliomielite, Albert Sabin, nel 2018 il Professor Tarro fu premiato come miglior virologo dell’anno negli USA e sembra ad oggi essere il prossimo candidato al Nobel per la Medicina.

Secondo il massimo esperto italiano l’immunità di gregge proposta dai consiglieri scientifici di Boris Johnson, definita da molti una scelta irresponsabile, avrebbe una sua logica:

C’è una logica in questo. Non bisogna fossilizzarsi su certe situazioni solo perché fino ad allora si è fatto in quel modo. È anche bene avere la mente capace di spaziare. Colombo ha scoperto l’America perché ha deciso che magari c’erano le Indie da quel lato. Il Primo ministro inglese fa parte di una comunità scientificamente molto valida, presumo che alla base ci siano dei colleghi, dei primi attori. Penso che possa essere un’ipotesi valida”

Come anticipato è oramai nota l’opposta decisione del governo italiano circa le strategie adottate nella lotta al Covid-19. Il premier Conte, e tutti i politici di maggioranza e opposizione, sembrano infatti concordare su un punto: investire nella sanità per curare e portare in salvo il più alto numero di persone possibile chiedendo la massima collaborazione degli italiani nell’adottare le giuste misure di sicurezza proprio partendo dalla necessità di tutela dei più fragili. Tra scivoloni e ritardi sembra dunque che il tema della fragilità sia particolarmente caro alla politica italiana che, sui social più che mai, continua ad esprimere l’esigenza di tutelare tali soggetti.

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