Coronavirus: torna la via della seta, l’accordo economico tra Italia e Cina

Italia e Cina hanno firmato il memorandum per la via della seta. Lo spostamento dell’epicentro dell’emergenza COVID-19 da Oriente all’Europa cambia la narrativa sull’epidemia

La Cina si rilancia attraverso l’Italia

In tempi di bisogno l’Italia riscopre il fascino per la Cina, che era stato accantonato quando ancora il Coronavirus era chiamato “virus cinese” ed era visto come un qualcosa di lontano da tenere chiuso al di fuori dei nostri confini, tanto da essere stati i primi a bloccare i voli con la Cina.

Pechino sfrutta la situazione per cimentarsi come “Salvatore ” della Repubblica italiana spedendo un team di medici e materiale sanitario.
Ed ecco, allora, tornare improvvisamente in circolo la “via della seta” , che il governo Conte bis aveva messo nel dimenticatoio.

Ma quali sono i dettagli sull’accordo di Pechino conosciuto come la Nuova via della seta ideata dalla Cina?

Demoninata Belt and Road Iniziative (BRI) in inglese, la Nuova via della seta é un’iniziativa strategica ideata dalla Cina volta al miglioramento dei suoi collegamenti commerciali con i paesi dell’ Eurasia.

Si tratta dello sviluppo di una serie di infrastrutture di trasporto e di logistica attraverso collegamenti terrestri e marittimi che andrebbero a collegare ulteriormente la Cina all’Asia Centrale e all’Europa, ma anche collaborazioni in ambito energetico e delle telecomunicazioni per avere così una maggiore velocità nella comunicazione.

Dunque l’Italia ha aderito alla nuova via della seta. Nel dettaglio sono oltre 29 gli accordi commerciali e istituzionali siglati tra Italia e Cina per un valore di 2,5 miliardi ma anche 19 accordi a livello culturale con gemellaggi tra cittá italiane e Unesco.

C’è polemica politica però dovuta al parere negativo di Stati Uniti e Unione Europea e dello stesso scenario italiano dove il partito Democratico chiede spiegazioni al governo dove, secondo vari analisti, la BRI é un progetto attraverso il quale la Cina sta provando ad accaparrarsi influenza sull’economia mondiale.

I maggiori timori per il memorandum derivano dagli investimenti in materia di 5G tramite il colosso cinese HUAWEI, in quanto potrebbe la Cina avere accesso ai dati sensibili degli utenti. Il premier Conte ha però rassicurato dicendo che tale memorandum non comprenderà accordi sul 5G.

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