Mercoledì pomeriggio è scoppiato un violento incendio nel complesso del Wang Fuk Court, nella periferia nord di Hong Kong , con le fiamme che hanno ricoperto sette delle otto torri. Il complesso ospitava circa 4.800 residenti. La polizia, nello stesso giorno, ha arrestato tre uomini di un’impresa edile con l’accusa di omicidio colposo e negligenza grave. Ora sono in libertà su cauzione. Le autorità hanno poi arrestato sette uomini e una donna, di età compresa tra 40 e 63 anni, tra cui subappaltatori per la costruzione di ponteggi, dirigenti di una società di consulenza ingegneristica e project manager che supervisionavano i lavori di ristrutturazione, nell’ambito di un’indagine per corruzione. La Prestige Construction & Engineering Company era responsabile dei lavori di ristrutturazione.
A lungo i residenti del complesso si sono lamentati dei lavori di ristrutturazione, muovendo accuse contro gli operai edili di aver disattivato gli allarmi antincendio e aver fumato in cantiere. Le prime segnalazioni risalgono al settembre 2024 e riguardavano soprattutto la possibile infiammabilità della rete verde utilizzata per ricoprire le impalcature di bambù attorno agli edifici, ha spiegato un portavoce del Dipartimento del Lavoro di Hong Kong alla Reuters. I residenti avevano più volte segnalato i rischi legati ai lavori di rinnovamento del complesso, ma le autorità avevano risposto lo scorso anno sostenendo che l’area presentasse “rischi di incendio relativamente bassi”.
Al momento dell’incendio, gli otto palazzoni di 32 piani erano avvolti da ponteggi di bambù e reti protettive per lavori di ristrutturazione avviati più di un anno fa. Le autorità puntano adesso il dito sull’uso di materiale altamente infiammabili utilizzato nel cantiere.
L’utilizzo di bambù nelle costruzioni in Asia orientale
A Hong Kong in particolare le impalcature di bambù sono parte di una tradizione molto celebrata della città: in passato sono state usate anche per la costruzione di alcuni grattacieli, e si vedono più o meno ovunque. Le autorità locali hanno anche approvato delle regole molto dettagliate per garantire che siano sicure e affidabili. Tra le altre cose, le canne utilizzate per le impalcature devono provenire da piante che hanno tra i 3 e i 5 anni di età ed essere state essiccate al chiuso per almeno tre mesi, tutte misure che servono a garantire che siano sufficientemente resistenti.
Il bambù secco è infatti un materiale facilmente combustibile, e quindi usarlo aumenta il rischio di incendi. Le regole prevedono che le impalcature vengano avvolte in teli che dovrebbero essere ignifughi, ma non sempre queste misure vengono rispettate. Un altro problema è che il bambù si deteriora più facilmente del metallo, soprattutto in caso di pioggia. Per questo motivo i regolamenti di Hong Kong prevedono ispezioni frequenti.
I pannelli di rivestimento degli edifici, in schiuma, così come le impalcature di bambù nell’incendio di Hong Kong
Stando alle prime ricostruzioni, sembra che a provocare la rapida propagazione delle fiamme siano stati i pannelli di rivestimento degli edifici, in schiuma, così come le impalcature di bambù, coperte da reti. Le autorità locali avevano già arrestato sette persone nei giorni scorsi, tra cui titolari delle imprese edili, subappaltatori delle impalcature, direttori di una società di consulenza ingegneristica e project manager che supervisionavano la ristrutturazione. A questi si sarebbero aggiunte altre otto persone coinvolte, a vario titolo, nei progetti di ristrutturazione dei grattacieli .





