Esteri

Cosa sta succedendo tra Taiwan e Cina 

Cosa sta succedendo tra Taiwan e Cina e cosa c’entra la guerra tra Russia e Ucraina? In seguito all’invasione russa dell’Ucraina, la Cina ha mostrato un atteggiamento particolarmente cauto e ambiguo nei confronti delle azioni promosse dal presidente Vladimir Putin. Un simile atteggiamento potrebbe avere secondi fini specifici e strettamente legati al recente conflitto

Il presidente cinese Xi Jinping e il suo Governo hanno assunto posizioni ambigue e caute nel commentare l’invasione russa dell’Ucraina e l’attacco militare ai danni di Kiev ordinati dal Cremlino. Al momento, la Cina ha dichiarato di non classificare l’operazione speciale militare di Mosca come una “invasione” e ha bocciato le sanzioni economiche varate in contesto internazionale, scegliendo di non penalizzare la Russia. In relazione alle sanzioni, il sostegno economico di Pechino a Putin potrebbe consentire alla Russia di riuscire a fronteggiare e sopravvivere alle misure punitive dell’Occidente.

Cosa sta succedendo tra Taiwan e la Cina?

Sono anni che la Cina tenta di rientrare in possesso di Taiwan. Negli ultimi mesi del 2021, ad esempio, il presidente cinese Xi Jinping aveva affermato che Taiwan è “una questione interna alla Cina e non ammette interferenze esterne”. Una simile dichiarazione è stata rilasciata in occasione della celebrazione organizzata per i 110 anni della Rivoluzione del 1911 che, per il presidente, è scaturita dalla debolezza e dal caos che contraddistinguevano Pechino.

Per Xi Jinping, “il secessionismo di Taiwan è il più grande ostacolo alla riunificazione nazionale: chiunque voglia tradire e separare il Paese sarà giudicato dalla storia e non farà una buona fine”.

Nel corso della celebrazione, inoltre, il presidente cinese aveva annunciato che presto la riunificazione “completa del nostro Paese ci sarà”.

Alla riannessione dell’isola alla Cina, si oppone da tempo il Governo taiwanese che ha più volte ribadito che la Nazione “non cederà né avanzerà” e che si “sforzerà di mantenere lo status quo di pace e stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan”.

Gli Stati Uniti “non abbandoneranno il proprio impegno nei confronti di Taiwan”: lo ha assicurato la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi nel suo breve intervento introduttivo tenuto nell’incontro a Taipei con la presidente Tsai Ing-wen, dopo aver ricevuto un’onorificenza per gli sforzi profusi nella collaborazione tra Washington e Taipei.

Tsai, da parte sua, aveva poco prima detto di ritenere Pelosi “una autentica amica” di Taiwan, rimarcando che l’isola “è un partner affidabile degli Usa” e che “nessuna minaccia militare ci potrebbe far arretrare”.

Taiwan non cederà di fronte alle minacce militari: la presidente Tsai Ing-wen ha assicurato che l’isola “non si tirerà indietro” nel mezzo della furia della Cina per la visita della speaker della Camera americana Nancy Pelosi, che ha annunciato uno straordinario numero si esercitazioni militari aeree, navali e di tiro ad assediare l’isola.

Il ministero della Difesa di Taiwan ha condannato le esercitazioni militari su vasta scala intorno all’isola annunciate da Pechino come ritorsione per la visita a Taipei della presidente della Camera Usa Nancy Pelosi, perchè in violazione delle regole Onu, come la violazione delel acque territoriali. “Alcune delle aree tracciate dalle manovre finiscono nelle acque territoriali di Taiwan”, ha osservato il portavoce del ministero Sun Li-fang in una conferenza stampa, osservando che “questa è una mossa irrazionale per sfidare l’ordine internazionale”. Le forze armate taiwanesi “difenderanno la sicurezza nazionale”, ha aggiunto Sun.

La Cina ha sospeso l’export di sabbia naturale verso Taiwan, assestando un duro colpo almneo nell’immediato alla strategica produzione dell’isola di semiconduttori. La mossa, ulteriore ritorsione per la visita della speaker della Camera americana Nancy Pelosi a Taiwan, è stata annunciata con una nota del ministero del Commercio, secondo cui la decisione è stata presa “in linea con le rilevanti leggi e regolamenti”. A dispetto della misura, il colosso mondiale dei microprocessori di Taiwan, Tmsc, guadagna lo 0,90% a fronte di un listino di Taipei che, tra i pochi in Asia, viaggia in territorio negativo, a -0,10%.

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