Tutti noi abbiamo incrociato almeno una volta nella vita quell’amico o quel conoscente che, pur avendo competenze palesemente ridotte e un talento a dir poco discutibile, parla con l’assoluta certezza di un famoso scienziato. Se vi siete chiesti come sia possibile mostrare una simile e incrollabile sicurezza nonostante l’evidente incompetenza, sappiate che la risposta si trova in un fenomeno della mente umana abbastanza particolare. Si tratta del cosiddetto effetto Dunning-Kruger, una distorsione cognitiva speculare e opposta alla ben nota sindrome dell’impostore, che spinge chi ne è colpito a sovrastimare sistematicamente le proprie capacità.

L’effetto Dunning-Kruger è più frequente di quanto si pensi

Identificato poco più di vent’anni fa dagli psicologi David Dunning e Justin Kruger, questo meccanismo segue una regola molto semplice: meno una persona è competente in una determinata materia, meno possiede gli strumenti cognitivi necessari per accorgersi di essere, appunto, un incompetente. Per poter valutare accuratamente un’abilità, infatti, serve almeno un pizzico di capacità in quell’ambito. Senza, ovviamente, viene a mancare proprio il metro di paragone. Questo cortocircuito logico si applica a moltissimi scenari della vita quotidiana, a partire dai cattivi guidatori che si dichiarano regolarmente piloti di Formula 1, fino ad arrivare a chi ricopre un ruolo decisamente marginale in ufficio ma è fermamente convinto di essere il vero motore dell’intera azienda.

Secondo l’ipotesi dei ricercatori, questo fenomeno non nasce dalla semplice arroganza, anzi. Più che altro viene visto come un vero e proprio scudo psicologico volto a non intaccare la propria autostima. Ammettere i propri limiti e la propria “ignoranza” richiede una buona dose di consapevolezza. Scendere a patti con questa cosa, in realtà, può dimostrarsi anche doloroso. Per questo motivo, quindi, il cervello preferisce colmare i vuoti con sovradosaggio di sicurezza. Al contrario, le persone realmente esperte tendono a fare l’esatto opposto: conoscendo la complessità di una materia, tendono a essere convinte che ciò che per loro è facile debba esserlo per chiunque. Il risultato è un paradosso sociale spesso frustrante in cui chi non sa nulla parla a voce alta senza timori, mentre chi sa davvero dubita continuamente delle proprie capacità.

Stefania Cirillo