Cosenza, la salvezza potrebbe non essere una chimera. La roboante vittoria al Picchi contro il Livorno ha rimesso i rossoblu in carreggiata. E in panchina c’è l’uomo in più. Giuseppe Pillon non è nuovo ad imprese del genere. “Bepi” potrebbe essere il fattore in grado di far pendere l’ago della bilancia in favore della salvezza?

Cosenza, la salvezza non è un’utopia

Certo, forse è troppo presto per poter emettere qualsiasi tipo di sentenza. D’altronde il test non era dei più proibitivi. Il Cosenza ha espugnato il Picchi di Livorno contro una squadra completamente allo sbando, sulla quale ormai (a meno di clamorosi ribaltoni) pare aleggiare lo spettro della retrocessione. Ma si tratta senza dubbio di una vittoria che ha ridato morale ad un ambiente deluso e rassegnato. E forse il fattore decisivo potrebbe essere l’uomo in panchina. Giuseppe Pillon, detto “Bepi”: un allenatore che non ha certo bisogno di presentazioni, con un’esperienza quasi trentennale alle spalle.

Pillon è sinonimo di impresa. Nei primi anni di carriera il tecnico veneto ha condotto il Treviso dai Dilettanti alla Serie B in tre anni (dal 1994 al 1997). Nella stagione 2004/05 una nuova esperienza alla guida dei Biancocelesti, che culminerà in un sogno divenuto realtà: la prima storica promozione in Serie A. L’anno successivo Pillon condurrà il Chievo Verona alla qualificazione in Coppa UEFA (che, in seguito alla vicenda di Calciopoli, si tramuterà nel terzo turno della UEFA Champions League 2006/07).

Ma anche recentemente l’allenatore ha raggiunto un ottimo traguardo. Subentrato nell’aprile 2018 a Massimo Epifani sulla panchina del Pescara, “Bepi” conduce i Delfini alla salvezza. Riconfermato per la stagione successiva, con l’obiettivo di mantenere la categoria, si spingerà ben oltre. Gli abruzzesi si qualificheranno ai play-off, dove verranno eliminati dall’Hellas Verona, poi promosso in Serie A.

Per centrare l’impresa il Cosenza potrebbe aver scelto l’uomo giusto. Ma tuttavia..

Strada in salita

Niente voli pindarici, questo deve essere chiaro fin da subito. La strada verso la salvezza è lunga e in salita. 7 sono i punti che separano i Silani dal Pisa quindicesimo, e dunque dall’uscita dagli inferi della zona calda. Non sarà semplice, anzi ad oggi pare una vera e propria chimera.

Decisamente più colmabile è però il divario dai play-out. Tre lunghezze di distanza dalla Cremonese, che quest’anno non naviga certo in acque più tranquille. Il Cosenza è obbligato a crederci. Disputare la post-season è un obiettivo decisamente alla portata. E, in caso l’obiettivo venisse raggiunto, i Bruzi si giocherebbero la permanenza in cadetteria in 180 minuti (compreso eventuale extra time). E in una circostanza del genere può davvero succedere di tutto.

Arma in più?

Inoltre il Cosenza potrebbe avere un’arma in più per questa seconda parte di campionato. Raul Asencio, attaccante classe ’98, arrivato nel mercato di gennaio, ha già messo in cascina 4 reti nelle ultime 4 gare. Niente male come biglietto da visita. Asencio-Pillon: potrebbe essere la combo vincente?

Nel frattempo, testa bassa e pedalare. Nell’anticipo di domani sera al Marulla arriva un Frosinone reduce da quattro successi di fila e determinato a raggiungere la promozione. Un avversario certo ben più ostico del Livorno. Forse il primo vero test per gli uomini di Pillon. Un esame di maturità particolarmente difficile da superare. Ma che potrebbe fornire già indicazioni utili circa le reali chances di salvezza dei calabresi.

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