Metropolitan Today

Cristina D’Avena, mito dell’eterna giovinezza: la voce dell’infanzia

Cristina D’Avena, simbolo di un’intera generazione cresciuta fra gli anni ’80 e ’90: la voce dell’infanzia che ha fatto cantare i bambini di un tempo, ora adulti. Uno sguardo alla sua carriera nel giorno del suo compleanno, insieme agli eventi storici accaduti in questa sesta giornata di luglio.

Cristina D’Avena, dallo Zecchino d’Oro alle sigle dei cartoni

Un’icona e forse, molto di più: sì, perché Cristina D’Avena è considerata l’unica cantante italiana del genere. Negli anni alcuni gruppi come i Cavalieri del Re o le Mele Verdi, diedero voce alle sigle di famosi cartoni, fra cui, giapponesi: tuttavia, Cristina D’Avena, di fatto, è considerata l’unica voce autorizzata a cantare le varie versioni in italiano delle sigle. Il suo esordio avviene allo Zecchino d’Oro nel 1968: ha circa tre anni e mezzo, quando canta Il valzer del moscerino. Un primo passo verso una lunghissima carriera che la vedrà protagonista del mondo dell’infanzia.

Cristina D’Avena e l’incisione della prima sigla

Fino all’età di dodici anni, resta a far parte del Piccolo Coro dell’Antoniano. La carriera discografica di Cristina D’Avena decolla, ufficialmente, nel 1981: l’anno in cui inciderà la sua prima sigla. Ancora minorenne, infatti, presta la sua voce per Pinocchio. Sarà l’inizio di una produzione discografica che la vedrà protagonista in prima linea. I numeri che raggiunsero le vendite dei singoli e degli album furono oltre 7 milioni di copie; un numero cospicuo incentivato anche dalla produzione e vendita successiva della raccolta Fivelandia, contenente le sigle dei cartoni animati messi in onda dalla ex Fininvest, attuale Mediaset.

Cristina D'Avena - Photo Credits: viagginews.com
Cristina D’Avena – Photo Credits: viagginews.com

Solo Kiss Me Licia riuscì a vendere circa 200.000 copie vincendo il Disco d’Oro. Oltre Kiss Me Licia, un’altra sigla amata dal pubblico fu la Canzone dei Puffi, risalente al 1982. Furono cinquecentomila le copie vendute e fu proprio con questa sigla che ottenne il suo primo Disco D’Oro.

Le sigle più amate

L’anime che fece maggiormente successo fu, sicuramente, Kiss Me Licia; a tal proposito si decise di realizzare un telefilm e, per la parte di Licia, scelsero proprio la stessa D’Avena. Le sigle che, però, ebbero successo grazie al contributo della cantante furono davvero innumerevoli: da Lovely Sarah, a Memole dolce Memole, passando per Papà Gamba Lunga, Sailor Moon, Scuola di Polizia, e il Mistero della Pietra Azzurra. Un elenco infinito di colonne sonore che hanno accompagnato gli interi pomeriggi d’infanzia di molte generazioni, e le mattine prima di andare a scuola. Divenne quindi, simbolo di un’epoca: dalla sua partecipazione al programma Bim Bum Bam, al suo successo anche in editoria. Si ricordano, infatti Mille e una Fiaba… di Cristina (1993) e Cristina racconta ”Le più belle storie del mondo” (1994) in collaborazione con De Agostini. La sua immagina acqua e sapone e la sua giovialità la rendono, ancora oggi, un simbolo di eterna giovinezza oltre che una delle voci più amate dai bambini di un tempo, ma anche, del presente.

Eventi storici del giorno

6 luglio 1942: Benito Mussolini invia l’Armata Italiana in Russia per la campagna più disastrosa di tutta la guerra. Il 6 luglio 1967 poi, le truppe nigeriane invadono la regione del Biafra poiché dichiaratasi indipendente. Mentre, il 6 luglio 1885, Louis Pasteur sperimenta il primo vaccino antirabbico.

Compleanni

6 luglio 1935: nasce Tenzin Gyatso il quattordicesimo Dalai Lama del Tibet. Leader di una delle molte comunità buddhiste e, secondo i suoi fedeli, la reincarnazione del suo predecessore. Secondo i principi della dottrina buddhista, infatti, i Lama sono individui che hanno volontariamente rimandato il Nirvana al fine di guidare altre persone alla serenità. Scelto a soli due anni per ricoprire il suo ruolo, Tenzin Gyatso ha guidato, nel tempo, il suo paese attraversando una lunga crisi.

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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