Debutto in coppia per Cristina Donà e Ginevra Di Marco: le cantautrici hanno coronato la loro amicizia ultra-ventennale con un disco pieno di belle sorprese.

Abbiamo scelto di condensare in una manciata di canzoni il nostro vissuto, il passato che ci ha nutrito e fatto incontrare, e il presente, affinché la fotografia di questo disco fosse più ricca e rispettosa possibile di un sentire comune. Per questo, oltre a mescolare le nostre voci su brani che fanno parte dei rispettivi repertori, abbiamo deciso di scrivere nuove canzoni per rappresentare l’essere qui oggi, scoprendo una passione comune: il camminare. Da lì siamo partite per raccontare in musica il senso del cammino: cammino come gesto quotidiano, come scoperta di sé nella natura, come risorsa ma anche come metafora, come osservazione del cammino altrui che spesso è fatica e sofferenza, il cammino di chi cerca una realtà migliore per sopravvivere, il cammino dell’essere madri. Camminare come spinta propulsiva verso la vita, la curiosità, il viaggio, la conoscenza, il tentativo di renderci, in ogni esperienza, persone migliori”.

Ginevra Di Marco e Cristina Donà: due delle voci più intense e significative della musica italiana degli ultimi vent’anni. Cristina vide per la prima volta Ginevra a un concerto del tour di “In quiete” dei C.S.I (1994). A distanza di poco tempo, agli albori della sua carriera, la Donà si esibì da sola con la sua chitarra in apertura proprio alla band emiliana, per il tour di “Tabula Rasa Elettrificata” (1997/1998).
Grande ammirazione reciproca sul piano professionale che si accompagna ad amicizia su quello umano.

Fino a oggi: dopo essersi esibite insieme per alcuni concerti la scorsa estate, le due hanno deciso infatti di segnare il cammino comune con un tour e un album a doppia firma, in partenza e in uscita venerdì 28 giugno. Forti delle rispettive carriere costellate di Targhe Tenco e di grandi canzoni, Ginevra e Cristina realizzano oggi un’opera che ripercorre alcune tappe dei loro percorsi musicali e ne fissa di nuove.

Prima ancora di raccontarvi questo viaggio sonoro nei dettagli, desideriamo spendere due parole sulla nascita del progetto. Già, perché nel caso di questo disco – che un pavido Label Manager da Major non esiterebbe a definire ‘di non immediata fruizione’ oppure ‘di ostica collocazione commerciale’ – a propiziare la nascita è stata una campagna di ‘Crowdfunding’. Modalità produttiva ormai consolidata, che spesso premia lavori musicali, diciamo così, “non allineati” rispetto al flusso mainstream e nazional-popolare di tante italiche uscite.

E meno male che questa risorsa esiste: perché in mancanza di discografici abbastanza coraggiosi da accollarsi i ‘rischi di impresa’ garantendo la copertura delle spese, nonché lungimiranti a sufficienza da credere nella bontà di un progetto, ecco che il sostegno “dal basso” di fans e affezionati esaudisce desideri rimasti nel cassetto e ci lascia ascoltare lavori splendidi come questo.

Torniamo così al disco: un cammino, si diceva. Otto brani dalle atmosfere eleganti, raffinate, preziose. Una cura d’altri tempi nel cesellare testi, timbri, suoni, respiri.
A parte l’episodio iniziale, indie rock teso e affilato nel suo svolgimento, abbiamo di fronte un disco che è come un calice di vino rosso pregiato, che occorre lasciar respirare. È un disco che non va di fretta: tante e profonde sono le riflessioni.

In copertina, su sfondo beige, le due lettere “D” che, oltre a essere le iniziali dei cognomi delle due artiste (o della parola ‘donna’), vanno a formare anche le labbra al rossetto di due volti sorridenti stilizzati.

Qua e là lungo gli arrangiamenti ritroviamo pianoforti e tastiere, synth, chitarre elettriche e acustiche, sezione ritmica. E naturalmente le due voci di Cristina e Ginevra, complici e complementari pur nelle loro differenze.

La prima metà dell’album riguarda la contemporaneità e comprende canzoni scritte ex-novo apposta per il disco. La seconda parte ospita invece canzoni già edite (due estratti da “Così Vicini” della Donà – 2014 – un pezzo da “Disincanto” della Di Marco – 2005 – e una chicca ripresa dal secondo album dei PGR, “Montesole”) ma completamente riarrangiate, cantate e reincise per l’occasione.

Fa effetto la grande sensibilità femminile: lente d’ingrandimento e strumento d’indagine per raccontare le questioni della nostra contemporaneità, contemplandone le meraviglie o disegnandone le contraddizioni con pennellate dolci/amare.

Si va dal fenomeno delle migrazioni all’incitamento ad andare avanti rivolto al mondo femminile, alla celebrazione del camminare come pratica per ritrovare se stessi, il ricordo/nostalgia dell’infanzia unito all’invito a non perdere lo sguardo ‘bambino’.
Fino a episodi molto intimi come la maternità e la nascita nel loro momento più sacrale, quindi l’immagine della crescita di un figlio adolescente
. C’è anche spazio per “La Rosa enflorece”, canto ebraico sefardita di matrice popolare, che riverbera amore e dolore. L’ultimo brano (testo di Giovanni Lindo Ferretti) è una pennellata sulla vita, sulle sensazioni e le contraddizioni che viviamo tutti ogni giorno.

Lungo il viaggio, le due artiste hanno scelto di farsi affiancare nella produzione artistica e nella realizzazione musicale dai compagni di sempre: il gruppo stabile di Ginevra, con Francesco Magnelli (piano, magnellophoni), Andrea Salvadori (chitarra, tzouras) e Luca Ragazzo (batteria), con l’aggiunta del produttore e co-autore degli ultimi dischi di Cristina, Saverio Lanza (chitarra, basso). Fra gli autori dei testi figura anche Francesco Gazzè, autore del testo di “Confine”.

Il tour estivo toccherà le maggiori città e i festival più prestigiosi: 28 giugno Genova (Lilith Festival – Giardini Luzzati) 3 luglio Firenze (72°estate Fiesolana – Anfiteatro Romano di Fiesole) 12 luglio Valdagno (Vi) (Festival Femminile Singolare – Parco La Favorita) 13 luglio Bologna (Botanique – Giardini Via Filippo Re) 15 luglio Torino (Todays Festival- Conservatorio Giuseppe Verdi) 16 luglio Milano (Estate Sforzesca – Castello Sforzesco) 20 luglio Rovigo (Tra ville e Giardini Festival) 21 luglio Carpi (Mo) (Festival Mundus – Piazzale Re Astolfo ) 7 agosto Assisi (Pg) (Riverock Festival – Lyrick Summer Arena) 23 agosto Roma (‘Na cosetta Festival- Via Mandrione 63).

Non vediamo l’ora di ascoltare dal vivo l’incanto già vissuto su disco.

Ariel Bertoldo