Il protettore degli innamorati o, più semplicemente, colui che comanda l’amore e l’eros più in generale. Un supereroe dalla faccia d’angelo completamente ignudo dotato di ali, faretra e frecce capaci di far nascere uno dei sentimenti più profondi della vita di un essere umano. Cupido, oppure Eros, non si nasconde dietro nessuno: lui è il Dio dell’amore, colui che muove il filo sottile degli innamoramenti decidendo la nascita delle relazioni e la fine stessa dei rapporti. Niente e nessuno sfugge al suo occhio vigile, sia chiaro. Soprattutto a San Valentino.

Ogni supereroe possiede i suoi poteri: dalla DC Comics alla Marvel, gli eroi sono caratterizzati da attitudini straordinarie capaci di cambiare le sorti del mondi intero. Ecco, la mitologia, alla fine, non si discosta moltissimo da questo filo conduttore. Scopriamo insieme la storia di Cupido, Eros in Grecia, e le sue caratteristiche.

Come nasce il mito di Cupido?

Cupido è la denominazione data in epoca romana alla divinità dell’amore che aleggiava tempo prima sulla cultura ellenica. Nell’Antica Grecia esisteva, infatti, un Dio chiamato Eros che comandava le fila di uno dei sentimenti più importanti del genere umano. Per comodità, utilizzeremo il nome dato da Roma. Ma quando ha debuttato nell’Olimpo la sua figura mitologica? Ebbene, appare in antiche fonti greche sotto diverse forme. Nelle prime fonti egli è una delle divinità primordiali coinvolte nella venuta all’essere nel cosmo. Successivamente, la divinità diviene figlio di Afrodite ed i suoi interventi nella vita di uomini e dei fanno nascere amori, soprattutto passioni, spesso illecite.

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Viene spesso raffigurato come un maschio adulto nel pieno della sua forza fisica con muscoli guizzanti protesi a tendere l’arco. Ovviamente, questa iconografia descrive perfettamente la potenza sessuale e la forza che l’amore esercita sugli uomini. È nel periodo rinascimentale che Cupido diventa un puttino paffuto completamente nudo che svolazza qua e là distribuendo amore. Un culto di Cupido/Eros esisteva nella Grecia pre-classica, ma era molto meno importante di quello di Afrodite. Tuttavia, nella tarda antichità, Eros era adorato da un culto della fertilità a Tespie. Nella fiorente Atene, condivideva un culto molto popolare con Afrodite, e il quarto giorno di ogni mese era sacro per lui.

Un Dio primordiale

Secondo Esiodo (700 a.C.), Cupido fu la quarta divinità ad esser creata dopo Caos, Tartaro e Gaia. Addirittura, per Parmenide fu il primo Dio ad aver visto la luce del sole. La nascita di Eros è raccontata accuratamente da Aristofane nel 400 a.C. :

“All’inizio c’erano solo Chaos, Notte (Nyx), Oscurità (Erebus) e Abisso (Tartarus). La Terra, l’Aria e il Cielo non avevano esistenza. In primo luogo la Notte oscura posò un uovo senza germe nel seno delle profondità infinite delle Tenebre, e da questo, dopo la rivoluzione dei lunghi secoli, scaturì il grazioso Amore (Eros) con le sue scintillanti ali dorate, rapide come i turbini della tempesta. Si accoppiò nel profondo Abisso con il caos oscuro, alato come lui, e così nacque la nostra razza, che fu la prima a vedere la luce”.

Il Cupido dei Romani

Con la conquista della Grecia, Roma assorbì la cultura ellenica facendola propria. Eros divenne Cupido ma il suo lavoro non mutò. Il nuovo nome deriva da “cupare”, ovvero “bramare”. Nella mitologia romana è figlio di Venere (dea della bellezza) e Vulcano (dio del fuoco). È noto per essersi innamorato di Psiche, una delle fanciulle più belle della Terra. Ma la sua aurea divina, a volte, viene sporcata da un lato del suo carattere: spesso, viene descritto come un Dio dispettoso che scocca le frecce dell’amore a caso creando relazioni a volte assurde.

Antonio Canova | Amore e Psiche

Una delle sculture più iconiche che rappresentano la relazione tra Amore (Cupido) e Psiche è certamente l’opera d’arte di Canova esposta nel museo del Louvre. Anche San Valentino, come vedete, possiede il proprio supereroe con poteri straordinari in grado di influenzare pesantemente l’esistenza dei comuni mortali.

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