Cari amici di #DancePills bentrovati!  

Dopo aver celebrato, nella scorsa puntata, i 50 anni del nostro “Maestro” oggi vogliamo rendere omaggio alla memoria di Guru Josh e del suo successo più famoso, al giro di sassofono più ballato in discoteca negli ultimi vent’anni.

Paul Walden nasce nel 1964 sull’isola di Jersey, figlio di un noto dentista, dopo gli studi in odontoiatria si avvicina alla musica. Inizia a collaborare con alcune rock band locali come tastierista. Dalla tastiera ai piatti, la svolta nel 1988, con un incontro particolare, come racconta l’artista:

“Nel 1988 ero in una rock band chiamata Joshua Cries Wolf. Stavo suonando in un pub di Londra quando qualcuno mi mise una pasticca di ecstasy in bocca. Da quel momento cominciai a suonare house. Un amico faceva delle serate chiamate Infinity e mi diede poche centinaia di sterline per fare dei dischi (‘White label’) di queste feste. Quindi chiamai Mad Mick, il sassofonista della mia band, e adattai alcuni versi di “Infinity” da uno delle mie vecchie canzoni. Stampammo 500 copie e 480 le gettarono nell’immondizia dicendo: ‘C’è un sassofono là, siete pazzi, non potete farlo’. Ma Mike Pickering, il Dj dell’Hacienda (storico locale di Manchester, ndr) la suonò e il resto è storia.”

Guru Josh, nella testa del popolo inglese, è uno dei pionieri e degli artefici di quella stagione incredibile che tra la fine degli anni ’80 e il primo scorcio dei ’90 ha sconvolto la cultura giovanile e le fondamenta stesse della società del Regno Unito. Simbolo della Rave Culture e della Summer Of Love elettronica britannica.

Siamo a cavallo degli anni che segnano il confine tra la Dance Music e la House Music.

La definizione di House Music, applicata a tutto il fenomeno Dance dal ’90 in poi, identifica quel tipo di musica da discoteca fatta in casa; il fenomeno House Music, quindi, interessa anche i non musicisti, che con l’utilizzo di campionatori e strumenti musicali sempre più sofisticati, sono in grado di comporre brani da discoteca.

Nel Dicembre del 1989 Guru Josh pubblica “Infinity”, conosciuta anche come “Infinity (1990s… Time for the Guru)” singolo di debutto che da il titolo ad un album omonimo. Nel 1990 viene pubblicata su una nuova etichetta, la BGM Records. Il pezzo spopola sulle piste da ballo e diventa in breve tempo una hit, raccoglie straordinari consensi tra Spagna, Germania, Inghilterra e Austria, addirittura si piazza al quinto posto della “UK Singles Chart” nel marzo del 1990.

Nel 2008 lo stesso Guru Josh, insieme a Snakebyte e Darren Bailie, forma il Guru Josh Project, con l’intento di riproporre le sue canzoni in un’ottica più moderna. Esce così “Infinity 2008”, remixata tra gli altri dal deejay tedesco Klaas Gerling, che raccoglie un grandissimo successo e resta per più di tre settimane in testa alle classifiche europee, ottenendo anche il disco di platino in Italia.

Nel 2012, lo stesso brano è stato remixato ancora una volta, ma da Dj Antoine e da Mad Mark, ed è stato chiamato appunto “Infinity 2012”.

Dopo i successi dei primi anni ’90, Paul si trasferisce a Ibiza, lontano dal lusso dentro il suo camper di colore mimetico e rivestito internamente in velluto. Nel 2009 in un intervista al Diario de Ibiza dichiarò il suo amore per l’isola “Ho trovato il posto che ho cercato per tutta la mia vita.”
Proprio a Ibiza trovò la sua ispirazione per la creazione dei suoi quadri colorati che espose a Ibiza in posti come Articblue e anche fuori l’isola. La sua mostra più importante è stata quella nella Galleria 10 di Madrid nel Febbraio 2014.

La triste morte, per suicidio, nel 2015.

Anche per oggi vi abbiamo raccontato tutto! Se questo articolo vi fosse piaciuto, non dimenticate di mettere MI PIACE e CONDIVIDERLO sulle vostre bacheche e/o pagine!

Auguro a tutti Voi e alle Vostre famiglie, un nuovo anno prospero di tutto ciò che più possiate desiderare 🙂

A settimana prossima per un nuovo appuntamento nostalgico con #DancePills.

Sasso