In Ecuador il presidente uscente Daniel Noboa ha vinto il ballottaggio per le elezioni presidenziali di domenica, e resterà quindi in carica per un nuovo mandato di quattro anni. Secondo i dati del Consiglio elettorale nazionale ha ottenuto il 55 per cento dei voti, contro il 44 per cento della sua sfidante, l’avvocata di sinistra Luisa González. Daniel Noboa è l’erede di una famiglia di imprenditori arricchitasi con la coltivazione e l’esportazione delle banane: in economia ha un approccio basato sul libero mercato, sull’iniziativa privata e sulla riduzione dell’intervento e delle spese dello stato.
Noboa ha 37 anni e nell’ottobre del 2023 diventò il più giovane presidente della storia dell’Ecuador, vincendo le elezioni anticipate organizzate dopo le caotiche dimissioni del suo predecessore, Guillermo Lasso. Fa parte del partito Azione Democratica Nazionale, conservatore e liberista. Durante il suo breve mandato, durato circa un anno e mezzo, è stato molto attivo e molto contestato: tra le altre cose ha dichiarato un’emergenza nazionale e avviato il “Plan Fenix” per contrastare le azioni criminali delle bande e dei narcotrafficanti, sul modello di quanto fatto a El Salvador da Nayib Bukele.
Come a El Salvador, anche in Ecuador ci sono state denunce di violazioni di diritti umani, uccisioni extragiudiziali, detenzioni di massa in condizioni inumane. Noboa stesso è stato accusato di avere tendenze autoritarie. Allo stesso tempo sono stati catturati alcuni capi dei gruppi criminali e il tasso di omicidi è sceso. Le misure sono state ritenute efficaci dagli elettori ma non hanno risolto il problema, che è complesso e radicato. Nel secondo mandato Noboa ha promesso di applicare politiche simili





