Arte e Intrattenimento

Dantedì, canto 33 del Purgatorio: “Il battesimo finale”

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Per la consueta rubrica settimanale, Dantedì, concludiamo il viaggio nel Paradiso Terrestre. L’ingresso al Paradiso è sempre più prossimo. Siamo nel canto 33 del Purgatorio e qui, il rapporto tra Dante e Beatrice è sempre più protagonista del processo di purificazione del poeta pellegrino.

Canto 33 del Purgatorio, Beatrice come Maria ed il battesimo finale

L’ingresso al Paradiso si fa sempre più prossimo. Dante è finalmente puro; non ricorda alcun male commesso ed è spoglio di tutte quelle colpe e rimorsi terreni. Dal canto suo, Beatrice non è più quella guida austera: ella torna ad essere quella donna “tanto gentile e tanto onesta pare” della “Vita Nuova” e pertanto paragonata al volto della Vergine Maria compassionevole ai piedi del Cristo sofferente in croce. Sarà lei così ad impartire al rinnovato Dante i fondamenti teologici: la sua lezione servirà difatti da battesimo finale nel processo purificatorio del poeta. Tra le parole di Beatrice viene fatta luce però su di una profezia; la profezia sul destino della Chiesa. Ed è qui, difatti, che riemerge l’idea politica – anni prima profilatasi nel “De Monarchia” – di una fusione del potere temporale con quello spirituale.

Ci siamo! Dante si appresta a fare il suo ingresso nella cerchia dei beati; ma è necessario compiere ancora un ultimo atto purificatorio: il battesimo nelle acque dell’Eunoè. Fondamentale qui, l’aiuto nuovamente di Matelda. Ora Dante è pronto: il “novello” e “rifiorito” pellegrino ora è destinato ad essere profeta e testimone della capacità di rinnovamento della spiritualità cristiana. Si conclude così questa seconda cantica. Ora, si è pronti ad accedere al Paradiso.

Annagrazia Marchionni

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