Cultura

Dantedì, settimo canto del purgatorio

Dante e Virgilio si trovano ancora nell’Antipurgatorio, qui incontrano Sordello da Goito. Ci troviamo nel settimo canto del Purgatorio. Sordello, uno dei più celebri trovatori italiani, parla con Dante e Virgilio, spiegando quella che è la legge di salita nel Purgatorio. Inoltre mostrerà ai due poeti, delle anime penitenti: i negligenti. Questi sono illustri dannati, che Dante e Virgilio riconoscono subito. Sono infatti le anime dei principi negligenti. I due viaggiatori, riconoscono: l’imperatore Rodolfo I d’Asburgo, Enrico I di Navarra, Pietro III d’Aragona, Carlo I d’Angiò, Enrico III d’Inghilterra ed infine il marchese Guglielmo VII del Monferrato.

Io son Virgilio; e per null’altro rio lo ciel perdei che per non aver fé. Così rispuose allora il duca mio(...)Anime sono a destra qua remote; se mi consenti, io ti merrò ad esse, e non sanza diletto ti fier note…

La legge di salita nel Purgatorio

Dante e Virgilio, si presentano a Sordello. Chiedono poi allo stesso, se può condurli verso la porta del Purgatorio. Ma Sordello, risponde che vista l’ora non è prudente salire il monte. Infatti il sole stava calando, per questo avrebbero passato la notte in un luogo sicuro, per rimettersi in cammino alle prime luci. Virgilio, incuriosito , chiede se questo sia un divieto imposto alle anime, di non salire con il buio, o solo un consiglio del dannato. Sordello, precisa ai due poeti, che solo le tenebre impediscono l’ascesa al Purgatorio. Infatti le anime rischiano così, di tornare in basso o peggio ancora, di vagare disorientati sul monte, senza punti di riferimento e senza meta. Così Virgilio e Dante, accettano la compagnia di Sordello, che vuole mostrare ai due viaggiatori, delle anime spesso in disparte: quelle dei principi negligenti.

Sordello rende omaggio a Virgilio-credits: ravennanotizie.it
Sordello rende omaggio a Virgilio- credits: ravennnanotizie.it

Incontro con i principi negligenti

Scortati da Sordello, Dante e Virgilio, giungono nella valletta. Un’amena vallata dell‘Antipurgatorio, incavata sul fianco del monte. Qui, i tre poeti trascorreranno la notte. La vallata è un luogo rigoglioso: dove i fiori hanno colori sublimi e profumi inebrianti. In lontananza si sente un canto intonato, Il Salve Regina. Sorbello spiega a Dante e Virgilio, che sono i principi negligenti a cantare. Ma non è prudente addentrarsi verso queste anime dannate. Così i tre, rimangono nella valletta, in alto, mentre Sorbello, indicherà loro in lontananza, i celebri principi imprigionati in questo girone. Il primo che coglie l’attenzione di Dante e Virgilio, è l’unica anima che non adempie al suo dovere di canto di preghiera, quella di Rodolfo I d’Asburgo, che negligente non ha risolto in vita molti problemi dell’Italia, nonostante ne avesse facoltà. Più avanti, affranto, Sordello indica Enrico I di Navarra, suocero di Filippo il Bello Re di Francia. A tutti era nota la vita peccaminosa di Enrico, che ora giace penitente.

credits: oneelpis.com
credits: oneelpis.com

Sordello continua a presentare le anime negligenti a Dante e Virgilio. Tra queste ci sono Pietro III d’Aragona e Carlo I d’Angiò, che intonano il canto di preghiera. In molti nel Regno di Napoli e Provenza, rimpiangono il governo di Pietro III, perché il successore è ben inferiore alle aspettative e alle virtù di un vero re. Infatti Sordello, specifica che non sempre le virtù dei padri vengono tramandate ai figli, successori degni del trono. Qualità invece decantate da un’altro penitente, Enrico III d’Inghilterra, che va fiero dei suoi eredi. Infine Sordello indica a Dante e Virgilio, l’anima del marchese Guglielmo VII del Monferrato, che in vita causò la guerra in Alessandria, croce che ancora attanaglia i suoi possedimenti. Con il settimo canto del Purgatorio, Dante, non solo muove una critica politica sul malgoverno di alcuni principi del passato. Ma li presenta in morte, come anime assorte solo nell’espiazione dei loro peccati. Abbandonati gli asti terreni, non c’è dunque da stupirsi se ora acerrimi nemici politici in vita, siedono fianco a fianco nell’Antipurgatorio, mentre pregano insieme per le loro anime penitenti.

a cura di Chiara Bonacquisti

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