Cultura

DanteDì : quando Dante si fa musical

Oggi, 25 marzo 2020, si celebra il primo DanteDì, ovvero la giornata nazionale dedicata a Dante. Moltissime sono le iniziative ideate nel web. Noi di Metropolitan Magazine abbiamo voluto celebrarlo con un’intervista in esclusiva ad Andrea Ortis, regista ed interprete di: La Divina Commedia, Opera Musical.

Andrea Ortis interpreta Virgilio ne: La Divina Commedia, Opera Musical - Foto tratta da : Imdb
Andrea Ortis interpreta Virgilio ne: La Divina Commedia, Opera Musical – Foto tratta da : Imdb

MM : Dante è considerato il simbolo dell’Italia, lo Scrittore per eccellenza. Come è nata l’idea di trasformare i suoi versi immortali in musical?

A.O. : L’idea iniziale è di Don Marco Frisina, amico e noto compositore internazionale, che assieme a Gianmario Pagano ha pensato una versione teatrale dell’opera Dantesca. Pensa che coraggio! Marco ha composto le musiche e Gianmario i testi, sui quali testi, in fase successiva ho messo mano anch’io.

Difficile rispondere da dove nasca l’idea, mille sono gli aspetti; dico, però, che tutto è nato per Amore o per l’Amore. Parola chiave che muove da sempre il mondo e l’animo umano. Straordinaria la modernità del testo trecentesco che dichiara le molteplici sfumature dell’uomo, così da essere sempre attuale. Il viaggio di Dante è il viaggio di ognuno di noi che affronta la propria esistenza, cadendo nel dubbio, nel buio. La sua selva è la selva di tutti, di ogni scoramento e delusione, di ogni dolore e sofferenza; è, più realisticamente far i conti con se stessi.

DanteDì - Divina Commedia, Opera Musical - Immagine di scena di repertorio tratta da : cameralook.it
DanteDì – Divina Commedia, Opera Musical – Immagine di scena di repertorio tratta da : cameralook.it

Ma ciò che muove tutto è l’amore, la sua ricerca, le sue nuance più variegate, le sue tonalità più intime ed originali. La passione tradita di Francesca, la fiducia vilipesa di Pier delle Vigne, il terrore solitario di Ugolino, il femminicidio di Pia dei Tolomei, sono solo alcuni dei risvolti poliedrici delle gradazioni umane che appartengono a tutti da tutto il tempo in cui l’uomo è al mondo.

MM : Si dice che laddove non sia sufficiente parlare per esprimere un sentimento… Allora inizi la musica. E’ un po’ il principio del musical. Dove e come avete scelto di inserire le musiche nel vostro musical?

A.O.: Rispetto al “si dice”, se posso, dissento fortemente. La musica è un linguaggio di per sé, espressione che ha vita propria trovando poi prosecuzione e sviluppo in chi ascolta. Non è il riempimento d’una mancanza. Troppo spesso a mio parere andiamo fuori strada. Il teatro è la parola, il testo è Dio, sopra a quello non v’è altro a teatro. La musica è un elemento del linguaggio. E per sua essenza il linguaggio è formato da chi emette e da chi ascolta, senza una delle due componenti non esiste. LA DIVINA COMMEDIA, come testo, mi concede una visione che trasformo in un linguaggio o molteplici linguaggi, la musica è una di questi veicoli di trasmissione del testo.

Divina Commedia, Opera Musical - Foto tratta da : Imdb
Divina Commedia, Opera Musical – Foto tratta da : Imdb

Dante nella sua enorme fantasia ci parla di canzoni che ascolta, canti latini, rumori, boati, fischi, schianti, sibili, silenzi e molto altro, a volte suggerisce suoni. Nello specifico la musica composta da Marco Frisina accompagna tutta l’opera in maniera molto versatile, plasmandosi all’occorrenza del momento, della cantica o del personaggio incontrato. In tal senso l’ampiezza travolgente del testo Dantesco non ha permesso di dare un unico genere all’opera, così si è lavorato ad una composizione che abbracciasse diversi generi; il pubblico in tal senso trova ambienti pop-rock, altre volte epici, altri ancora raffinati e classici, fino al Gregoriano che Dante stesso ascoltava al suo tempo. Un lavoro enorme di grande competenza e sensibilità.

MM: Hanno definito Dante : “simbolo, in qualche modo, di «preveggenza», di un rapporto positivo tra passato e futuro”. Tu come la pensi?

A.O. : Sono assolutamente d’accordo. Il poeta di Firenze è un uomo figlio del suo tempo e tutta la Commedia vive di credenze spirituali, astronomiche, filosofiche perfettamente medioevali. Tuttavia il suo genio lo porta ad uscire dal tempo. Egli è uomo che costruisce una radice profonda, ma come slancio nuovo al futuro. Dante riesce ad unire il mondo classico filosoficamente ancorato ai concetti aristotelici alla teologia Cristiana. E’ un precursore assoluto di un mondo arricchito ove la globalizzazione è concetto raffinato; egli rivaluta il mondo pagano e lo integra, propone l’ideale Cristiano come superamento, aggiungendo al razionalismo una componente mistica che rende tutto vertiginoso e impareggiabile. Dante mette l’uomo al centro, certo inserito in un concetto Tolemaico di centralità, ma precorre di molto il più tardo Umanesimo del quale anche oggi si avverte il bisogno.

Videoscatto Divina Commedia, Opera Musical - Antonello Angiolillo interpreta Dante - video frame tratto da : Musical.it
Videoscatto Divina Commedia, Opera Musical – Antonello Angiolillo interpreta Dante – video frame tratto da : Musical.it

MM : E’ stato indetto per oggi, 25 marzo 2020, il primo Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri. Avevate previsto qualcosa anche voi prima di questa emergenza?

A.O. : In realtà l’annullamento di alcune tappe del tour 2019/2020 ha creato non pochi problemi alla Produzione e a tutto l’apparato comunicativo. In questi giorni saremmo stati a Torino per oltre una settimana di repliche con i teatri pieni che ci aspettavano, avremmo per questo festeggiato con migliaia di studenti e Spettatori. Un vero peccato, ma nessuna cosa è importante come la salute delle persone ed il nostro appuntamento è solo rimandato con il nuovo Tour 2020/2021.

Approfitto per mandare un pensiero a tutti quegli anziani che in questo tempo un pò maledetto se ne stanno andando da soli: fa malissimo e noi gente di Teatro, abbiamo il dovere di farci trovare pronti quando tutto sarà finito non per tornare a ciò che eravamo, ma per uscirne “umanizzati” sentendoci più responsabili del bene altrui uscendo, come Dante dopo il suo buio a riveder le stelle.

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