Gli interrogativi che nascono e avanzano di pari passo con la diffusione dell’intelligenza artificiale sono molteplici e uno tra questo è proprio il lavoro. Anche se l’impiego di strumenti tecnologici analoghi si è dimostrato significativo e, sotto diversi aspetti, positivo, preoccupa l’occupazione. Cosa succederebbe se l’IA iniziasse a svolgere interamente il lavoro al posto nostro? La panoramica indubbiamente non alletta, ma molti sostengono che non vi sia alcun rischio. Anzi, sarà proprio grazie all’intelligenza artificiale e alla conseguente espansione dei data center che nasceranno nuove occupazione.
In che modo la diffusione dell’IA e, conseguentemente, dei data center dovrebbe aumentare i posti di lavoro?
Per chiarire immediatamente questo punto è importante individuare qual è il ruolo dei data center. Queste ultime sono effettive infrastrutture fisiche che ospitano al proprio interno l’IA, indispensabili per addestrare, implementare, fornire applicazioni e servizi. Per riuscire a gestire, anche sotto un punto di vista della gestione operativa, sono necessari dei dipendenti che svolgono questo ruolo. Parliamo, in realtà, di diverse fasi del processo: dalla costruzione alla manutenzione, includendo soprattutto il settore edile. Inoltre, la gestione a lungo termine di un data center non richiede solo addetti alla sicurezza o tecnici hardware, ma anche profili specializzati in ingegneria energetica e dei sistemi di raffreddamento.
Tuttavia, e qui sorge il primo tasto dolente, impieghi simili risultano essere temporanei. Per la manutenzione, invece, il numero necessario di dipendenti è relativamente ridotto. La CBS riporta le parole di Lisa Simon, capo economista di Revelio Lab: «I ruoli che i data center creano per la manutenzione a lungo termine non sono di grande portata». «Si tratta di un’attività che richiede molti più capitali che manodopera», ha aggiunto. Secondo un rapporto del 2025 dell’American Edge Project, sono previsti 4,7 milioni di posti di lavoro temporanei nel settore edile. Per la gestione e l’esercizio delle strutture, invece, il numero di occupazioni sale circa a 697.000. Eppure, pur trattandosi di impieghi temporanei, questi investimenti possono immettere denaro nelle economie locali.
Da un lato, quindi, vediamo la formazione di numerose occupazioni temporanee; dall’altro assistiamo ad altri posti di lavoro limitati, ma estesi a lungo termine. Il vero interrogativo non è quanti posti creerà l’IA nei data center, ma se questi saranno sufficienti a riassorbire i lavoratori che l’IA stessa renderà obsoleti in altri settori.
Stefania Cirillo





