Durante un’intervista per Mojo, in occasione dell’uscita di Your Favorite Toy, il nuovo album dei Foo Fighters, Dave Grohl ha parlato anche della scomparsa improvvisa di Taylor Hawkins, avvenuta nel 2022. Una tragedia, racconta il frontman, che «mi ha fatto mettere in discussione tutto della vita, è stato così ingiusto. Faccio ancora fatica a darle un senso». Il batterista è stato trovato senza vita nella sua camera all’hotel Casa Medina di Bogotà, dove alloggiava insieme ai Foos in vista della loro partecipazione al Festival Estéreo Picnic. Subito dopo la morte dell’amico e collega, Grohl e gli altri membri del gruppo si sono riuniti nella stanza, per piangere e raccontarsi aneddoti su di lui.
Dopo lo shock iniziale, il cantante si è immerso nel lavoro: prima si è esibito a Glastonbury come ospite di Paul McCartney, dove -testuali parole- si è sentito come un «cerbiatto che cerca di trovare l’equilibrio camminando su un lago ghiacciato»; in seguito ha organizzato i due concerti-tributo a Hawkins. Ora che è passato un po’ di tempo, l’ex batterista dei Nirvana sa spiegarsi il perché di quell’approccio così pragmatico al lutto. «Credo avessi paura del silenzio, paura di provare delle emozioni», ha rivelato. «Un po’ di silenzio, un po’ più di introspezione mi avrebbero fatto bene. Non voglio dire che la musica sia stata una distrazione, ma la stavo usando come stampella per sorreggermi con un arto spezzato».
Dave Grohl su Taylor Hawkins: «C’era solo questo vuoto, che cercavano disperatamente di riempire»
Poi, ad agosto è morta sua madre, Virginia. «Ho avuto la sensazione che facesse di tutto per restare in vita», ha raccontato. «Temevo che perdere Taylor le avrebbe tolto un po’ di speranza. Per lei Taylor era come un altro figlio». Qualche tempo dopo, i Foo Fighters si sono riuniti per discutere del destino della band, e nessuno dei membri ha voluto mettere un punto alla loro storia. Nella stessa intervista, il chitarrista Pat Smear ha parlato del rapporto tra Grohl e Hawkins, paragonandolo a quello tra Mick Jagger e Keith Richards: «Si scontravano, ma era un tipo di tensione positiva».
Your Favorite Toy sarà disponibile dal prossimo 24 aprile. Il precedente LP dei Foos, But Here We Are, prende il suo titolo da una frase pronunciata dal cantante a bordo dell’aereo che stava riportando il gruppo a casa dalla Colombia, subito dopo la morte di Hawkins. A suonare la batteria era stato lui stesso, ma il suono usciva da un amplificatore, quasi a simboleggiare l’assenza di Taylor: «Suonavamo con quella batteria, ma non c’era nessuno. C’era solo questo vuoto, che cercavano disperatamente di riempire».
Federica Checchia





