È tornato. Il messia o, come si definisce lui il “Gesù della Marvel”, è risorto dalle ceneri della defunta Fox per approdare nell’Eden MCU. Ma non in quello che in Logan i bambini mutanti tentano di raggiungere, ma il paradiso creato a sua immagine e somiglianza dal dio che tutto controlla e tutto gestisce Kevin Feige. Deadpool è approdato in Disney e nel Marvel Cinematic Universe portandosi appresso proprio quel Wolverine di Hugh Jackman diventato icona di culto. E la sua entrata nel sistema cinematografico della casa delle idee non scalfisce minimamente la superficie solida di ironia sboccata e di violenza truculenta a cui ci aveva abituato il mercenario chiacchierone. Anzi, se possibile la rende ancora più violenta, sboccata e irriverente.
Ryan Raynolds, insieme al suo fidato regista Shawn Levy e alla sua script room (tra cui il fumettista Zeb Wells), sembra proprio sguazzarci in questo mare disneyano. Tanta comicità di Deadpool & Wolverine si basa sul passaggio di testimone del personaggio (e di tanti altri) da Fox a Disney. Così come tanta rottura della quarta parete basa la sua forza sulla gag ricorrente della ormai “defunta” Fox. Deadpool è irriverente, tagliente e divertente come mai prima. E lo è la stessa Disney, capace di lasciar andare la mano e non prendersi sul serio. Ma con Disney arrivano anche i problemi classici dei prodotti MCU. Quelli delle seconde parti.
Deadpool & Wolverine: tornare a casa

Il mercenario chiacchierone, in un prematuro e quanto mai esilarante tentativo di unirsi agli Avengers, si è ormai ritirato dalle scene. Vive la sua vita tranquilla vendendo macchine usate e festeggiando i suoi compleanni con tutti gli ex membri delle x-force a cui ha salvato la vita nella post-credit del secondo film. Compresa la stessa Vanessa (Morena Baccarin). Ma sarà la TVA, che abbiamo conosciuto in Loki (troppo ghiotta l’occasione per non sparare qualche battuta), a far tornare il mercenario chiacchierone in azione. Il suo universo è in pericolo e solo Wolverine può, stranamente, salvarlo.
Quella di Deadpool & Wolverine prende, quasi da subito, la piega di un classico Buddy Movie alla poliziotto buono e poliziotto cattivo. E i due insieme sono incredibili. La chimica tra Ryan Reynolds e Hugh Jackman è straripante e la versione di Wolverine scelta per il film rende il tutto ancora più esilarante. Due opposti che si attraggono e respingono allo stesso tempo. L’idea è quindi stra-vincente e il Buddy-Road Movie ingrana praticamente da subito. La problematica più grande, però, non risiede tanto nella scrittura (è un film di Deadpool e vogliamo vedere Deadpool), quanto in una tendenza tutta dell’MCU: quella dei secondi tempi. Se le premesse e la prima parte di pellicola sono promettenti ed efficaci, non lo è altrettanto la seconda, in cui anche le gag di Wade stesso perdono mordente. Si entra in un piccolo loop in cui le situazioni si ripetono un po’ troppo (Nicepool e il cane, ad esempio) e il film scende tanto di quota.
Esperienza collettiva
In una scena che viene mostrata anche nel trailer, Wade Wilson si definisce il “Gesù della Marvel”. E, nonostante sia una battuta, un fondo di verità produttiva c’è. L’impressione è che, proprio in virtù della sua capacità di essere così irriverente, Feige e la Marvel abbiano usato Deadpool & Wolverine come soft entry point per l’introduzione della miriade di personaggi Fox all’interno dell’MCU. Una sorta di antipasto per quello che vedremo nei futuri mashup dei supereroi. Perché i cameo si sprecano e sono uno più sorprendente dell’altro. Serviva proprio un messia come Deadpool per ristabilire un ordine nel Marvel Cinematic Universe e per ridare quella linfa vitale ormai sparita dai tempi di Endgame.
Ma, da un punto di vista meramente di incasso, Deadpool & Wolverine non è un prodotto che fa testo nelle ormai fragili fila Marvel. I due personaggi insieme incasseranno e distruggeranno i box office, è innegabile. Ma non sarà di certo questo prodotto a stabilire se l’MCU è tornato oppure no. Se l’MCU è tornato nelle sale, per la precisione. Sono però sicuro del fatto che Deadpool & Wolverine è esattamente quello che l’esigente pubblico Marvel voleva post Avengers: Endgame. L’evento cinematografico, la sala come esperienza collettiva e di condivisione è qualcosa che si è totalmente perso con la nuova fase. E Deadpool & Wolverine è esattamente questo, esattamente quello che serviva nel momento più adatto. Senza badare a sbavatura di scrittura, problemi qua e là di sceneggiatura e di ritmo non sempre sull’attenti. Deadpool & Wolverine è il ritorno della condivisione. il ritorno di una forma mentis con cui si affronta l’esperienza cinematografica e l’esperienza impareggiabile della sala.
Alessandro Libianchi
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