Calcio

Deborah Salvatori Rinaldi: un’abruzzese doc con il calcio nel suo dna

Telefonata in Abruzzo, terra feconda per il calcio femminile visto che ha dato i natali a quattro giocatrici della serie A come Deborah Salvatori Rinaldi, Federica Di Criscio, Daniela Sabatino e Linda Tucceri Cimini, per intervistare proprio i genitori di Deborah attuale attaccante del Milan, Barbara e Rodolfo.

Intervista ai genitori di Deborah Salvatori Rinaldi

Quando è iniziata questa passione di Deborah per il calcio?

Deborah ha sempre amato lo sport e ne ha praticati diversi tra i quali il calcio, il baseball, la danza classica, l’hip-hop e il pattinaggio artistico. Tuttavia, dovendo scegliere, non ha esitato a fare prevalere il calcio, verso il quale nutre una vera e propria passione. Questa passione l’ha portata nel 2004 a giocare con la maglia della Girls Roseto in serie A2 ed è da qui che ha avuto inizio la sua carriera. Fondamentalmente però, è come se Deborah avesse il calcio nel suo DNA, perché nata e cresciuta in una famiglia “impregnata” di calcio. Io, il padre Rodolfo, sono stato un calciatore a livello agonistico e gli zii materni Giuseppe e Giulio Palazzese hanno giocato in serie A, B e C.

Nella carriera di Deborah secondo voi qual è stata l’occasione che per lei ha rappresentato la svolta?

Diciamo che in una lunga carriera le svolte possono essere diverse: alcune possono durare lunghi periodi, altre il tempo di una “rovesciata”. Dal punto di vista culturale, le esperienze che hanno rappresentato una svolta sono state quelle all’estero, a Seattle e a Barcellona. Dal punto di vista professionale ed umano, una grande svolta è stata il passaggio di Deborah a Firenze, dove ha vinto uno scudetto e una coppa Italia con la Fiorentina Women’s. Inoltre lì ha conseguito una laurea in Disegno Industriale. La svolta più recente è stata poi l’ingaggio in un grande club come l’A.C. Milan, dove ha vissuto l’emozione di potere giocare il primo derby femminile di Milano, segnare sotto la curva e guadagnarsi la prima convocazione in azzurro.

Come vi siete comportati nei confronti delle scelte che Deborah ha fatto per seguire la sua passione per il calcio?

E’ chiaro che per potersi realizzare come calciatrice sono stati fatti dei sacrifici sia da parte sua che da parte nostra, considerando che il calcio femminile non era pienamente affermato e allora come adesso non c’era il professionismo. Quindi non era e continua a non essere facile “vivere” di solo calcio. A questo vanno aggiunti i sacrifici delle calciatrici, per coniugare gli impegni sportivi con quelli accademici. Quando a soli diciassette anni è andata a giocare con il Bardolino Verona, Deborah ha dovuto cambiare liceo all’ultimo anno ed è riuscita a conseguire la Maturità Artistica in un ambiente del tutto nuovo. Abbiamo sempre appoggiato e rispettato le scelte di Deborah, che ha sempre dimostrato di essere tenace, equilibrata e determinata sia come persona, nella vita di tutti i giorni, che come atleta.

Deborah per realizzare il suo sogno di diventare una calciatrice è costretta a stare lontana da casa, ma che rapporto ha mantenuto con la famiglia e la sua terra d’origine?

Nonostante la distanza, Deborah è molto legata alla sua famiglia, in particolare alla nonna, e alla sua terra dove torna tutte le volte che può, perché ama l’Abruzzo. Quando viene a trovarci, le piace ritrovare energie, passeggiando sotto il sole del nostro mare Adriatico, così come le piace passare del tempo a casa dedicandosi ai suoi innumerevoli interessi, quali cucinare e dipingere. Deborah è anche molto legata alla sorella Jessica, che è la sua più grande tifosa e che vive a Parigi, quindi appena può vola da lei per poter passare anche solo qualche ora insieme. A Deborah piace mantenere vive le tradizioni della nostra famiglia, ma anche della nostra terra.


Nel ringraziare i signori Salvatori Rinaldi per la loro gentilezza e disponibilità, dalla chiacchierata fatta è emerso un profilo di Deborah da affermata calciatrice, che ha visto in parte rallentare la sua carriera a causa di un grave infortunio, ma che non ha messo in discussione il suo talento cristallino. Soprattutto però, una persona rimasta umile, con i piedi per terra, dai saldi principi e con intramontabili valori

Seguici su Facebook

Le ultime notizie sul calcio

Back to top button