È in corso dall’alba, da parte dei carabinieri di Milano, una perquisizione a casa di Andrea Sempio, nell’ambito del delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco in provincia di Pavia. I militari si sono recati anche nell’abitazione dei genitori dello stesso Sempio. La perquisizione sarebbe “mirata ad acquisire elementi utili all’inchiesta attraverso l’analisi dei contenuti di supporti informatici, telefoni e pc presenti in casa”.

I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, su delega del Procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, nonché dell’aggiunto Stefano Civardi e del pm Valentina De Stefano, stanno effettuando delle perquisizioni. Le attività sono in corso nella villetta di via Canova a Garlasco, dove vivono i genitori del commesso 35enne, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto del 2007 nella casa di via Pascoli, distante 800 metri dall’abitazione che, all’epoca, era abitata dalla nonna di Sempio.

Una perquisizione è in corso anche nell’appartamento dello stesso indagato, a Voghera.Gli investigatori stanno anche setacciando un campo a Tromello, nelle vicinanze di una vecchia casa di corte, alla ricerca dell’arma del delitto.

La famiglia di Chiara Poggi, uccisa nella villetta di Garlasco il 13 agosto del 2007, in questi mesi ha sempre ripetuto di credere in Sempio, amico di vecchia data del fratello della vittima, e di continuare a non dubitare della colpevolezza di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Chiara e condannato in via definitiva per il delitto. La perquisizione è mirata ad acquisire elementi utili all’inchiesta attraverso l’analisi dei contenuti di supporti informatici, telefoni e pc presenti in casa.

Sempio è stato recentemente indicato come nuovo indagato nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi. Questo sviluppo è avvenuto a distanza di diciotto anni dall’evento e dopo che le accuse nei suoi confronti erano state precedentemente archiviate nel 2016. La Procura di Pavia ha riaperto il caso grazie a nuove analisi del DNA condotte con tecniche avanzate, che avrebbero rivelato la presenza del suo DNA sotto le unghie della vittima.