L’ultima apparizione di Dhruv Kapoor alla Milano fashion week ha consolidato ancora una volta la sua posizione sulla scena internazionale e su un importante heritage culturale. La collezione primavera-estate 2026, intitolata “Foundations & Futures – radici e visioni” è stata un viaggio affascinante che ha esplorato il legame tra passato, presente e futuro.

Concept: gender fluid nella tradizione

Il fulcro della collezione è stata la rielaborazione della lingerie tradizionale indiana. Kapoor ha infatti scavato nelle radici della sartoria del suo paese che, in passato, erano privi di genere e venivano indossati sia da donne che da uomini indistintamente. Un punto di partenza che non solo ha omaggiato il suo patrimonio culturale, ma ha anche dichiarato la sua potente inclusività e fluidità di genere, temi che da sempre caratterizzano il lavoro del designer.

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L’heritage culturale, un ponte tra due Stati

La sfilata, possiamo dire che, ha così messo in scena un dialogo visivo tra l’estetica indiana e il minimalismo milanese. Kapoor ha utilizzato silhouette ampie e fluide, tipiche del suo stile, arricchendole con una precisione sartoriale che riflette in pieno la sua formazione italiana. Giubbotti, pantaloni cargo, camicie e giacche erano caratterizzati da tagli puliti e contemporanei ma adornati con dettagli e particolari del mondo orientale. Anche i materiali hanno giocato un ruolo fondamentale in questa fusione. La scelta del denim riciclato, il nylon e altri tessuti tecnici si sono fusi con l’opulenza delle stampe e dei motivi floreali indiani.

L’apparizione di Dhruv Kapoor alla Milano fashion week non è stata dunque solo una semplice sfilata, ma un evento che ha trasmesso un messaggio forte. Le radici culturali sono la base solida su cui si può costruire un futuro inclusivo e senza confini. Kapoor ha ancora una volta dimostrato che, il patrimonio non è un peso, ma una risorsa infinita da cui trarre ispirazione per creare qualcosa di nuovo e universale. Il designer indiano ha saputo trovare la sua unicità nel dialogo tra mondi che sembrano lontani portandoci così una ventata di freschezza e di riflessione.

Margherita Pellegrino

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