Atteso per la giornata di domani l’annuncio di Downing Street

Le dimissioni di Theresa May sono attese per il pomeriggio della giornata odierna. Dopo il nuovo fallimento della bozza di accordo per la Brexit sottoposta ai Comuni, sembra sia giunto il momento per la premier britannica di gettare la spugna. Il suo Governo, iniziato subito dopo il referendum per restare o uscire dall’Unione Europea era iniziato in salita, con una ardua strada da percorrere. Nonostante il suo sentore di riuscire a compiere l’impresa di guidare il Paese verso un’uscita meno dolorosa possibile, tutto si è rivelato un sonoro fallimento.

La questione irlandese

A complicare la vicenda si è aggiunto un vecchio ricordo del Regno Unito: l’IRA dell’Irlanda del Nord. Con la possibilità alle porte (adesso ancora meno in dubbio) di veder di nuovo i muri sulle rive del Foyle a separare in due la piccola isola europea, i militanti cattolici avevano minacciato la ripresa dei combattimenti. Gli accordi del Venerdì Santo del 1998 avevano placato la violenza, che ormai sembrava essere definitivamente scomparsa, anche grazie al lavoro di apertura della frontiera, unica terrestre di tutto il Regno Unito. La minaccia però di un nuovo passo indietro ha riacceso i dibattiti e scaldato gli animi della popolazione, rischiando di ricadere nuovamente in un lunghissimo inverno che, a Belfast, dura ormai da ottocento anni.

Chi sarà il successore?

Ancora non è chiaro come intenderà muoversi la politica britannica dopo le dimissioni di Theresa May. Non sono escluse sia delle nuove elezioni che un Governo dalle larghe intese, per continuare a guidare il Paese verso l’uscita dall’UE. Molto sarò deciso probabilmente anche in base ai risultati, ironicamente, delle elezioni europee stesse, che daranno maggior fiducia, o sfiducia, ai partiti d’oltre manica. Tuttavia, è fuori da ogni discussione che la situazione sia in sé critica, lasciando il Regno Unito in una situazione di non facile gestione interna.