Cronaca

Discoteche, il Tar respinge il ricorso dei gestori: ecco le motivazioni

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dei gestori in merito all’ordinanza del ministro Roberto Speranza che ha disposto – da lunedì 17 agosto – la chiusura delle discoteche, delle sale da ballo e di tutti i locali adibiti a tale scopo. Veniva anche reintrodotto, con tale ordinanza, l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto nei luoghi affollati ove vi sia la possibilità di creare assembramento. Ecco le motivazioni dei giudici.

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Le discoteche non riaprono: il Tar respinge il ricorso

“Deve prevalere l’interesse pubblico alla salute”: questa è la motivazione con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) ha respinto il ricorso dei gestori delle discoteche dopo l’ordinanza firmata dal ministro Speranza nella serata di domenica 16 agosto. Il pericoloso diffondersi dei contagi ha comportato restrizioni più severe in merito alla movida – con la chiusura dei locali da ballo – e ai dispositivi di protezione – reintrodotto l’obbligo delle mascherine all’aperto nei luoghi pubblici -.

Così, il giorno seguente l’emanazione dell’ordinanza, il Silb-Fipe-Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo aveva presentato il ricorso al Tar. Gli esercenti delle discoteche lamentavano una chiusura dei locali prolungata per circa 4 mesi e una tarda riapertura che è durata poco più di un mese. Ora, a causa del pericoloso aumento dei contagi e per alcuni comportamenti scorretti, i titolari si vedono costretti ad abbassare ancora le serrande dei loro locali. Il governo, però, ha previsto l’introduzione di sostegni economici per queste categorie di lavoratori.

Le motivazioni del Tar

Il Tar ha emanato la decisione nella mattinata di mercoledì 19 agosto con una decisione cautelare monocratica che attende ancora la decisione collegiale definitiva del prossimo 9 settembre. Il Tribunale ha respinto il ricorso dell’Associazione in quanto nel bilanciamento dei due diritti in questione, la posizione dei gestori “risulta recessiva rispetto all’interesse pubblico alla tutela della salute nel contesto della grave epidemia in atto”.

Nessuna riapertura, quindi, almeno fino a 7 settembre 2020: le discoteche resteranno chiuse in attesa di ulteriori provvedimenti in merito.

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