Dodicenne rimane paralizzato in seguito alla puntura di un pesce

Un ragazzo di dodici anni è rimasto paralizzato agli arti inferiori mentre era in viaggio in Costa Rica, fatale la puntura di un pesce

La storia di G.B. il ragazzo dodicenne rimasto paralizzato in seguito alla puntura di un pesce ha dell’inverosimile. Originario di Genova, si trovava in Costa Rica, per trascorrere una settimana di vacanza con la sua famiglia. Tutto era straordinario, fino a quando è iniziato l’incubo peggiore della sua vita.

Stava facendo un bagno nelle acque cristalline dei Caraibi insieme alla fratello maggiore, quando all’improvviso ha avvertito un tremendo dolore all’altezza del collo. Un enorme trigone, appartenente alla famiglia delle razze dette Dasyatis pastinaca, lo ha punto con la sua coda.

Sono scattati immediatamente i soccorsi, il ragazzo è stato trasportato nell’ospedale di San Josè in Costa Rica dove ha ricevuto le prime cure necessarie. Si è capito fin da subito che il paziente aveva bisogno di cure importanti, così si è messa in moto la catena umanitaria.

Il dodicenne salvo grazie ad un volo umanitario

Il tempo stingeva e bisognava fare qualcosa al più presto. La soluzione è arrivata grazie alla collaborazione dell’ambasciata italiana in Costa Rica e al prezioso aiuto della Farnesina. Così il piccolo G.B. con la sua famiglia, è salito a bordo di un aereo militare Falcon del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare di Ciampino.

Una volta atterrato a Bologna, è giunto all’Ospedale Maggiore di Bologna, dove è tuttora sotto stretta osservazione medica. I medici sono ottimisti, al momento non si sbilanciano ma comunque sono convinti che il peggio sia passato.

“Al momento il ragazzo risponde bene alle cure, per cui non sono in programma interventi chirurgici invasivi, ha iniziato la fisioterapia. Siamo molto felici di come sta evolvendo il quadro clinico, considerando che è stato colpito alla sesta vertebra cervicale poteva restare completamente paralizzato” fa sapere il Prof. Federico De Iure, responsabile della Chirurgia vertebrale del nosocomio bolognese.

Quali sono e come riconoscere i pesci velenosi nei nostri mari

Quali sono i pesci più pericolosi e dove si trovano

La storia del giovane G.B. ci mette in guardia su quali specie marine fare attenzione e sopratutto dove trovarli. Infatti sono svariate le tipologie di pesci che possono causare seri problemi per la nostra salute. Vediamo quali:

Quella più conosciuta e forse anche la meno pericolosa è la medusa. Giunta nei nostri mari dal Portogallo, è ricca di tentacoli velenosi che possono provocare in casi estremi anche l’arresto cardiaco.

Sempre nel Mar Mediterraneo troviamo i ricci di mare, che si presentano con folti aculei, non particolarmente pericolosi ,a comunque da tenere a distanza. Per non parlare del famoso trigone, di cui è stata vittima il nostro connazionale

Appartenente alla famiglia delle razze può raggiungere i 3 metri di lunghezza, molto diffuso sia nel Mar Mediterraneo che nel Mar Rosso, temutissimo soprattutto per per le spine velenifere presenti sulla coda.

Il pesce scorpione che vive nelle calde acque oltreoceano, pericoloso sempre per i suoi aculei che iniettano veleno. E per finire anche nei bellissimi e apparentemente innocui coralli, possono celarsi delle insidie. Tra questi c’è un esemplare detto “corallo di fuoco” così denominato perché al contatto con esso si hanno delle forti ustioni.

Seguici su FB

Resta aggiornato con l’Attualità

© RIPRODUZIONE RISERVATA