Musica

Domenico Modugno: due Grammy in una sera

Correva l’anno 1959. Tutto il mondo cantava a squarciagola un inno liberatorio, che viene premiato con ben tre Grammy Awards. Quella sera del 4 Maggio, lo show più americano che esista, vide trionfare l’azzurro italiano, “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Soltanto l’anno prima, l’artista pugliese con la sua giacca color carta da zucchero, in doppiopetto con i revers ton sur ton, aveva vinto il Festival di Sanremo. Dove, a braccia spalancate, un cantante non si era mai visto.

Il primo italiano con i Grammy

Domenico Modugno: due Grammy in una sera

Negli anni Cinquanta, anche l’industria musicale americana decideva di glorificarsi con una prestigiosa cerimonia. Proprio come era il Premio Oscar per il cinema, gli Emmy per la televisione e i Tony Awards per il teatro. Nascevano così i Grammy Awards, dal nome del grammofono, lo strumento che all’epoca serviva per ascoltare la musica. La 1ª edizione dei Grammy Awards fu quella della vittoria di Domenico Modugno, e si è tenuta il 4 maggio 1959 in due differenti cerimonie: a Los Angeles nel Beverly Hilton Hotel, e nel Park Sheraton Hotel a New York. E trasmessa in televisione dal network statunitense ABC, presentato da Mort Sahl. La canzone nota come ‘Volare‘ (identificativo della canzone stessa e depositato alla SIAE come suo titolo alternativo), intitolata “Nel blu dipinto di blu” vinse il Grammy come miglior Disco dell’anno (Record of the Year), miglior Canzone dell’anno (Song of the Year), e fu candidata alla miglior perfomance vocale. Rimanendo 13 settimane al primo posto delle classifiche statunitensi.

Nello stesso evento, un altro compositore premiato era Henry Mancini, per l’album dell’anno e l’arrangiamento di “The Music from ‘Peter Gunn”. Per la miglior voce maschile vinse Perry Como con la sua “Catch a Fallin Star”, mentre Ella Fitzgerald si aggiudicò il riconoscimento per il miglior cortometraggio realizzato per mano femminile, “The Irving Berlin Songbook”. Frank Sinatra ottenne il maggior numero di nomination, 12. Ma l’unico premio per lui fu la miglior copertina dell’album “Only the Lonely”.

Mister Volare

Di Domenico Modugno e Franco Migliacci: ‘Nel blu dipinto di blu’. Cantano Domenico Modugno e Johnny Dorelli”. I fazzoletti volteggiavano in aria e l’applauso partiva ad ogni capoverso. Dal Festival di San Remo del 1 Febbraio 1958, “Nel blu dipinto di blu” coinvolse l’intero paese, e generò uno smarrimento sensazionale. Ma non l’avevano voluta cantare né Claudio Villa, né Nilla Pizzi, costringendo Modugno a cantarla in coppia con Jhonny Dorelli. In un primo momento fu anche eliminata dalla gara e poi ripescata, riuscendo a vincere in quell’edizione canora, precedendo “L’edera” di Nilla Pizzi. E Modugno, sempre in coppia con Dorelli, si presentò l’anno successivo a Sanremo del ’59, vincendo con “Piove“.

I cronisti dell’epoca, sull’onda dell’entusiasmo, interpretarono bene e con coraggio quella canzone ‘nuova’. Con un arrangiamento mai sentito prima. E un interprete di novità, rispetto i cantanti ‘urlatori’ del periodo. E il telegiornale del giorno, annunciava con testuali parole la vittoria: “Un missile musicale, lanciato dal casinò del Festival di Sanremo. Mare tranquillo a Sanremo, pronostici un po’ meno, come vuole la tradizione, e l’Asiatica che imperversa. Ma la navicella è stata condotta in porto. C’e un’aria nuova, e una ventata fresca è la canzone vincitrice. La canteranno tutti, ma non era facile dare il colore giusto a questo ‘blu dipinto di blu’, di Johnny Dorelli, e Domenico Modugno, l’ideale interprete di sé stesso. Nel gesto di Modugno c’era tanta giovinezza e entusiasmo: la prima allegra scrollata a quel vecchio edificio pieno di zucchero e ragnatele nel quale rischiava di adagiarsi la canzone italiana”.

Sogno o son testo..?

Il noto Festival della città dei fiori, apriva il sipario quell’anno sul boom economico dell’Italia, invasata da elettrodomestici e rock’ n’roll’; veniva inaugurato il primo tratto di autostrada del Sole da Milano a Parma, Fanfani vinceva l’elezioni con la DC, e venivano chiuse le case di tolleranza. Da Polignano a Mare alla Liguria, l’onda del successo porta Domenico Modugno anche in altri spettacoli all’estero. Risuona, pieno d’orgoglio, quel “my paesan” del presentatore, lanciando la sua esibizione da “Ed Sullivan’s Show”. E, a New York, ospite in una trasmissione televisiva per una serata di beneficenza, la cravatta di Modugno è venduta all’asta per 6 mila dollari (circa 3.700.000 lire italiane di allora). Anche la nave italiana Amerigo Vespucci, all’ingresso nel porto di New York, è accolta da una banda musicale americana con le note di “Volare”, anziché con l’inno nazionale italiano. “Nel blu dipinto di blu” arrivò Terza classificata all’Eurovision Song Contest dello stesso anno, vendendo 22 milioni di copie.

Fu l’estate del ’57 ad essere ispiratrice della canzone che fece ‘volare’ anche oltreoceano. Che neanche a farlo apposta, aveva un po’ di swing di importazione statunitense nelle note. Poche certezze a riguardo, perché esistono più versioni sul dove e come il testo ‘magico’ sia venuto fuori. Migliacci dichiarò che la canzone fu figlia di un incubo. Cominciato in un torrido, struggente, pomeriggio romano, “il più nero della sua vita” dalle parole dello stesso autore. Che prosegue con pene d’amore che lo svegliano di notte, completamente digiuno, con l’unica cosa “commestibile” che aveva in casa: un fiasco di chianti. Ma ogni mito genera leggende: pare che Migliacci, non avesse mai scritto una canzone in vita sua, e disegnava fumetti per sopravvivere. Mentre Modugno dalla Puglia, fingeva di essere siciliano scrivendo e cantando musiche popolari, ispirato da lune contadine, come “U piscispada“.

Nel blu di Ponte Milvio

La moglie di Modugno, Franca Gandolfi, racconta la sua versione dei fatti: “..Scoppiò un gran temporale su Roma. Mimmo suonava al piano nella nostra casa di Piazza Cardinal Consalvi, a Ponte Milvio, quando all’ improvviso la finestra si spalancò e tutti i fogli volteggiarono in aria. Rapito, Mimmo prese a cantare ‘volare, oh oh’. Esultò: ‘Mancava questo!’”. 

Federica De Candia Seguici su Google News

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