Cultura

Don McLean e il suo omaggio a Van Gogh con ‘Vincent’

Vincent Van Gogh, un personaggio meravigliosamente controverso e difficile da comprendere, con i suoi quadri che raccontano storia infinitamente ricche di sfaccettature. Spessi non compreso o frainteso ma colto appieno da Don McLean che nel 1970 scrisse un omaggio al pittore olandese. La sua canzone Vincent rimase nella Top100 delle canzoni più ascoltate per settimane. Tutta la vita di Van Gogh racchiusa in 3 minuti e 59 secondi.

“Dovevo scrivere una canzone per dire che Van Gogh non era pazzo”,  Don McLean racconta la storia di un pittore diverso dagli altri

Don McLean è un cantautore statunitense che negli anni ’70 divenne celebre in particolare per la sua canzone American Pie che nel 1972 mantenne la prima posizione nella Billboard Hot 100 per quattro settimane. Un altro suo gioiello della corona è Vincent, inserito nell’album omonimo al singolo precedente ed un omaggio alla figura di Vincent Van Gogh.

Nel 1970 Don McLean stava attraversando un periodo piuttosto complesso a causa di un matrimonio infelice ed aveva trovato lavoro presso una scuola dove suonava la chitarra e cantava in aula. Una mattina, seduto alla veranda e sfogliando un libro pieno di illustrazioni di Van Gogh il suo sguardo venne attirato da “Notte stellata”. Forse il più celebre quadro del pittore olandese realizzato nel 1889 e conservato al Museum of Modern Art di New York (MOMA). Difatti in testo comincia con le parole “Starry, Starry nights“, facendo proprio riferimento a questo dipinto. Don McLean ha poi commentato l’evento in un’intervista:

Improvvisamente ho capito che dovevo scrivere una canzone per dire che Van Gogh non era pazzo. Aveva un disturbo, questo sì, cosa che lo rendeva diverso agli occhi degli altri, ma era qualcosa di ben diverso dal mio concetto di “pazzia”. Così mi sono seduto con una stampa di “Notte stellata” e ho scritto i testi su un sacchetto di carta.

Il testo della canzone che racconta la vita del pittore

Nei suoi 3 minuti e 59 secondi, Vincent racconta la vita, la morte ed il lavoro di Vincent Van Gogh. In tutta la sua problematicità, i disturbi, le critiche di amici e parenti.

Le parole “The ragged men in ragged clothes” (“Gli uomini laceri in abiti logori”) e “how you tried to set them free” (“come hai cercato di liberarli”) si riferiscono certamente alle attività umanitarie portate avanti dal pittore e all’amore che nutriva nei confronti degli emarginati dalla società; “They would not listen / They did not know how” (“Non volevano ascoltare / Non sapevano come”) fanno riferimento alla famiglia e agli amici di Van Gogh, estremamente critici nei confronti della sua gentilezza verso “gli infelici”.

Con “How you suffered for your sanity” (“Come hai sofferto per la tua sanità”) McLean arriva invece a parlare del disturbo schizofrenico di cui Van Gogh soffriva. Il pittore dipinse “Notte stellata” quando era ormai internato nel manicomio Saint Paul de Mausole, poco fuori Saint Rémy, in Provenza. Racconto di quella notte come la “più ricca di colori del giorno”, ma non potendo andare fuori a vedere le stelle, dipinse il cielo notturno usando solo la propria memoria. 

Racconta ancora McLean:

Stavo rigirandomi il libro tra le mani pensando a come poter raccontare la sua storia quando ho capito che tutto era già nel dipinto. Vorrei dire che la musica per certi aspetti è come la poesia. Tu hai arguzia, drammaticità, umorismo, pathos e rabbia e tutte queste cose creano gli strumenti sottili che un artista, un artista di palcoscenico, uno buono, usa. Purtroppo, tutto questo nella musica si è perso quasi completamente. Il che mi rende quasi come un cimelio storico, perché sto facendo delle cose e le persone come me stanno facendo cose utilizzando tutti i mezzi classici di espressione emotiva.

La canzone raggiunge il numero 1 della classifica inglese e il numero 12 negli Stati Uniti, dove resta 12 settimane nella Top 100. Ne uscì una versione italiana fatta da Francesco De Gregori con il titolo “Come un anno fa“, incisa da Little Tony. Nel 2015 Caparezza ha poi continuato il tema introdotto da Don McLean di “dire che Van Gogh non era pazzo” con la sua canzone Tu sei pazzo mica Van Gogh.

Cristina Caputo

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