Donald Trump ha firmato un nuovo ordine esecutivo sull’intelligenza artificiale che introduce un sistema di controlli volontari sui modelli più avanzati, ridimensionando però le misure previste nella bozza che aveva bloccato poche settimane fa. Il provvedimento, firmato in forma riservata senza la cerimonia pubblica inizialmente programmata, come spiega Politico, rappresenta l’ultimo capitolo del confronto che da mesi divide la Casa Bianca sul modo in cui affrontare i rischi e le opportunità dell’intelligenza artificiale.
Cosa prevede l’ordine di Trump sull’Intelligenza artificiale
L’ordine concede alle agenzie federali l’accesso ai modelli di IA avanzati sviluppati dai principali laboratori. Sostituisce una struttura di revisione volontaria con un requisito più diretto di accesso governativo. La versione precedente aveva proposto una finestra volontaria durante la quale gli sviluppatori potevano presentare i modelli potenti per la revisione. Tale previsione aveva attirato critiche sia da parte dei gruppi industriali sia da alcuni funzionari dell’amministrazione.
L’ordine attuale accorcia tale finestra. Gli sviluppatori di modelli di frontiera saranno tenuti a fornire accesso ai revisori governativi. Le agenzie specifiche coinvolte e la soglia tecnica che definisce un “modello potente” non sono state immediatamente chiarite nelle notizie disponibili.
Cosa succede ora
Il calendario di attuazione dell’ordine e il meccanismo di applicazione determineranno l’impatto concreto sui laboratori tra cui OpenAI, Anthropic e Google DeepMind. È previsto che i gruppi industriali reagiscano nei prossimi giorni. Il Congresso ha in sospeso proprie proposte di legge sull’IA, che potrebbero allinearsi o entrare in conflitto con i requisiti del nuovo ordine. Gli analisti osserveranno se il provvedimento si applicherà retroattivamente ai modelli già distribuiti o solo alle future versioni.





