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Donne afghane: la Task Force per affiancarle nella lotta

Nasce in Italia, a Roma il progetto pilota promosso da WIIS Italy: una Task Force composta da donne di tutto il mondo per supportare le donne afghane nella loro lotta. Dopo anni di governo occidentale le afghane non possono accettare di perdere tutti i diritti conquistati con fatica. La Farnesina si fa promotrice del progetto. Una trasformazione, seppur lenta, sembra possibile.

La Task Force per supportare i diritti delle donne afghane

Le donne afghane sono assolutamente in grado di lottare per i propri diritti. Davanti al governo islamico non ci sono più le donne del 2001, abituate ad una vita di sottomissione. Davanti a loro hanno donne del 2021, che hanno vissuto due decenni di Vita con la V maiuscola e che non hanno più alcuna intenzione di fare un viaggio nel tempo. In questi vent’anni le donne afghane hanno conquistato diritti che sembravano inimmaginabili, hanno studiato, hanno raggiunto posizioni politiche di rilievo.

Nasce per questo a Roma una Task Force internazionale pronta a supportarle nella lotta. Perchè non si tratta solamente della LORO lotta: è una lotta di tutte le donne di tutto il mondo. Il progetto pilota è stato annunciato durante la Conferenza internazionale organizzata alla Farnesina. Il progetto sarà realizzato da WIIS Italy, antenna italiana di Women In International Security, associazione globale dedicata alla promozione della leadership e dello sviluppo professionale femminile nel settore della sicurezza internazionale. Il tutto con l’affiancamento della Farnesina e di Global Alliance of Regional Women Mediator Networks.

L’iniziativa coinvolgerà negoziatrici, mediatrici di pace ed esperte di genere e sicurezza. Lavoreranno insieme ad un gruppo di donne afghane che, durante il governo occidentale sono state impegnate nel mondo politico e diplomatico del paese. L’obiettivo è quello di creare una rete di supporto e di difesa per le donne afghane. Tra le personalità femminili di origine afghana impegnate nel progetto c’è anche Fatima Galiani, negoziatrice di pace per conto del Governo.

L’iniziativa si inserisce in un quadro ancora più vasto: una serie di iniziative promosse dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale a sostegno delle donne afghane. Marina Sereni, la Viceministra ha affermato: «È nell’interesse comune garantire i diritti, la sicurezza e il benessere delle donne nel Paese». Aggiungendo poi «In questa visione, la comunità internazionale dovrebbe avere un ruolo proattivo per sollecitare l’Autorità in Afghanistan a rispettare i diritti del genere femminile. Per una partecipazione piena ed equa al processo decisionale».

Una trasformazione sembra ancora possibile

Per quanto sembri difficile ed impensabile una trasformazione sembra ancora possibile. È possibile per loro riuscire a riconquistare i diritti purtroppo perduti. Sono moltissime le storie di donne che sono riuscite, completamente da sole, a raggiungere posizioni di spicco in ambito politico e diplomatico in Afghanistan. Quelle donne ormai sono certe: una trasformazione, seppur lenta, può avvenire.

«Sono donne già impegnate a tal fine e che speriamo possano avere maggiori opportunità di agire e far sì che un domani abbiano maggiori diritti. Anche grazie al nostro supporto» ha spiegato Irene Fellin, presidente di WIIS Italy.

La Conferenza è stata un’occasione fondamentale per ascoltare le parole delle donne afghane. Le loro idee, visioni e prospettive ma anche le sensazioni che stanno vivendo in questo difficile momento.

Cristina Caputo

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