I primi camion di aiuti umanitari sono entrati a Gaza lunedì. Secondo l’organismo di difesa israeliano incaricato del coordinamento degli aiuti a Gaza, COGAT, cinque camion carichi di cibo per bambini e altri aiuti disperatamente necessari sono entrati nel territorio di oltre 2 milioni di palestinesi attraverso il valico di Kerem Shalom.
La notizia arriva dopo la richiesta di Israele di riprendere, seppur in misura limitata, le consegne di aiuti umanitari alla Striscia di Gaza. Questo dopo le dichiarazioni di Netanyahu che ha detto: “Abbiamo intenzione di prendere il controllo di tutta la Striscia di Gaza, è quello che faremo” ma “per completare la vittoria, sconfiggere Hamas e liberare i nostri ostaggi, non dobbiamo arrivare a una situazione di carestia, né dal punto di vista pratico, né da quello diplomatico”. Il primo ministro israeliano ha affermato che la nuova offensiva terrestre dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza, denominata “I carri di Gedeone“, raggiungerà “pienamente” l’obiettivo della “vittoria”, sconfiggendo Hamas e garantendo il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani nell’enclave palestinese.
Il responsabile umanitario delle Nazioni Unite, Tom Fletcher, lo ha definito uno “sviluppo gradito”, ma ha descritto i camion come una “goccia nell’oceano di ciò di cui c’è urgente bisogno”. La scorsa settimana, gli esperti di sicurezza alimentare hanno lanciato l’allarme per la carestia a Gaza. Durante l’ultimo cessate il fuoco, interrotto da Israele a marzo, circa 600 camion di aiuti umanitari entravano a Gaza ogni giorno.
Fletcher ha affermato che altri quattro camion delle Nazioni Unite sono stati autorizzati a entrare a Gaza. Questi camion potrebbero entrare martedì, ha affermato il COGAT. Fletcher ha aggiunto che, data la situazione caotica sul campo, le Nazioni Unite prevedono che gli aiuti potrebbero essere saccheggiati o rubati, un problema crescente con la crescente scarsità di risorse.
. I leader di Regno Unito, Canada e Francia per esempio hanno diffuso un comunicato congiunto per condannare la gestione della crisi umanitaria in corso a Gaza da parte di Israele, minacciando ritorsioni. Intanto comunque l’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di Khan Yunis, sempre nel sud della Striscia, in vista di quello che hanno definito «un attacco senza precedenti». Israele aveva cominciato a espandere le operazioni militari nel territorio già negli ultimi giorni: solo tra sabato e domenica sono state uccise almeno 135 persone.





