Avevamo già parlato in un articolo precedente di questo Draft riguardo a Kwame Brown, rinominandolo come una delle peggiori prime scelte di sempre. Oggi invece vedremo la particolarità di un Draft NBA che rimarrà nel bene e nel male per sempre nella storia.

Draft NBA: Top 3

Proprio Kwame Brown diventa la prima scelta assoluta a non voler intraprendere il percorso “consono”, scartando l’opzione NCAA, come farà Lebron James due anni dopo. Kwame, come avevamo detto in uno degli ultimi episodi di Horror Draft NBA, sembrava un giocatore pronto a prendere le redini della lega. La storia poi successivamente lo presenterà al mondo come uno dei più grandi “bust” di sempre. Alla seconda scelta troviamo Tyson Chandler, buon centro, anello vinto nel 2011 con Dallas, niente di eccelso ma nemmeno niente da recriminare. La terza scelta invece risulta essere il giocatore europeo selezionato con la scelta più alta fino al 2006 ( Bargnani alla 1). Viene da Barcellona è alto 213 cm è di nome fa Pau, cognome Gasol. Ne risentiremo parlare.

Alcune delusioni da Top 10

Alla numero 8 gli Houston Rockets scelgono un centro senegalese, DeSagana Diop. Quello che ci si aspetta è un nuovo Dikembe Mutombo, ma il giocatore è molto più vicino all’essere un altro Kwame Brown. Basti pensare ad una carriera lunga dodici anni chiusa con due punti di media e 3,7 rimbalzi di media. La scelta successiva invece per esempio non ha grandi aspettative, anche se essere scelto in top 10 crea per forza delle ambizioni. I Detroit Pistons ingaggiano Rodney White. Nella sua stagione da rookie gioca 16 partite, l’anno dopo va a Denver ma dopo poco si trova davanti un certo Carmelo Anthony. Lo vedremo anche in Italia in serie A2 a Pesaro.

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I campioni (inaspettati)

Alla numero 30 from Arizona i Golden State Warriors scelgono Gilbert Arenas. Nella sua prima parte di carriera parte in sordina, collezionando diverse buone prestazioni, fino a quando la seconda stagione vince il Most Improved Player, stravolgendo le sue cifre in maniera universale. Washington gli offre un super contratto e lui non può dire di no. Rimarrà a giocare nella capitale per 8 stagioni collezionando ottime cifre e ripetute convocazioni all’All Star Game. Due scelte prima però i San Antonio Spurs compiono il vero colpaccio di questo Draft e scelgono il francese Tony Parker. Il palmares: 4 titoli NBA, MVP delle Finals, 6 volte All Star, 17 anni in una delle franchigie più vincenti della storia NBA con annesse 16 qualificazioni ai playoff. Dobbiamo aggiungere altro?

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