Drake continua la sua battaglia contro la label Universal Music Group, in merito al brano di Kendrick Lamar Not Like Us, dopo che un giudice ha negato la richiesta della casa discografica di sospendere il processo di scoperta e ha permesso al rapper di procedere con la richiesta di accesso ai documenti, compresi i contratti di Lamar con l’etichetta.
In una conferenza tenutasi nella giornata di ieri a New York il giudice Jeanette Vargas ha deliberato a favore del team legale di Drake, dichiarando che potevano iniziare a depositare i dirigenti e richiedere i documenti. Lo scorso mese la Universal ha richiesto al giudice di sospendere tutte le indagini sul caso, che prevedeva la richiesta di “tutti i contratti” tra Kendrick Lamar e la label nonché di compensi e incentivi come stipendi e bonus per l’amministratore delegato di Interscope John Janick e altri dirigenti. Una fonte vicina al caso ha riportato a Variety che mentre l’udienza si è concentrata sulla scoperta di Drake, la Universal starà chiederà anche la propria scoperta riguardanti le affermazioni fatte nella denuncia iniziale. L’avvocato di Drake, Michael Gottlieb, ha dichiarato al magazine americano: “È ora di vedere cosa l’Universal Music Group ha cercato disperatamente di nascondere”. L’etichetta discografica non ha al momento risposto al commento del legale difensore del rapper.
Drake, le parole dei legali del rapper su caso contro Kendrick Lamar
Il 18 marzo la Universal ha presentato una lettera per sospendere l’acquisizione dei documenti, sostenendo che la prima serie di richieste di Drake avrebbe causato un “onere eccessivo” e “avrebbe richiesto una costosa raccolta e revisione di un gran numero di dati cartacei ed elettronici, contratti e accordi e comunicazioni”. Tra i documenti richiesti vi sono i contratti di Lamar con la Universal e le metriche che hanno determinato i compensi degli incentivi per i dirigenti della Interscope negli ultimi cinque anni. L’azienda è stata all’attacco nella causa da quando è stata depositata a gennaio, e di recente ha presentato una mozione sprezzante il mese scorso per archiviare la causa e affermare che Drake ha fatto causa solo perché ha “perso una battaglia rap”. “Invece di accettare la sconfitta come l’artista rap che spesso dichiara di essere, ha citato in giudizio la sua stessa etichetta discografica nel tentativo malriuscito di rimediare alle sue ferite”, si legge nel documento. “La denuncia del querelante è assolutamente priva di fondamento e deve essere respinta con pregiudizio”.
Nella decisione odierna, il giudice ha fissato un’udienza sulla richiesta di archiviazione per il 30 giugno. La denuncia era partita lo scorso gennaio quando il rapper accusava la label di diffamazione e molestie oltre che per la diffusione di “notizie false e maliziose” , poichè definito “pedofllo” nella barre presenti in Not Like Us. I legali del rapper hanno affermato che le parole usate da Lamar insieme alle immagini che accompagnano il video musicale sono false e pericolose ed hanno portato ad una promozione con scopo di lucro. La causa punta il dito contro Universal, che avrebbe avuto una collusione con Spotify per gonfiare i numeri di streaming del brano di Lamar, affermazione che l’etichetta discografica e la piattaforma streaming hanno prontamente negato. Lo scorso mese, l’UMG ha presentato una mozione per respingere l’istanza separata di Drake per una deposizione pre-causa in Texas, citando la mancanza di prove nelle affermazioni del rapper contro la casa discografica, che sostiene di aver gonfiato e promosso artificialmente Not Like Us dopo la sua pubblicazione avvenuta nel mese di maggio 2024.
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