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Dune (2021) – La Recensione

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Dune è un film del 2021 diretto da Denis Villeneuve, che dopo quasi 40 anni dalla trasposizione di David Lynch (1984) riporta al cinema l’adattamento dell’opera omonima di Frank Herbert. Il film è il primo capitolo di una serie (ci sarà sicuramente almeno un secondo capitolo) e vede tra i protagonisti attori del calibro di Timothée Chalamet e Zendaya, estremamente amati soprattutto dal pubblico più giovane, nonché attori navigati come Oscar Isaac, Josh Brolin, Jason Momoa, Javier Bardem e Rebecca Ferguson.

La trama

In un futuro remoto il Duca Leto Atreides, a capo di una delle famiglie più importanti dell’Impero galattico (l’Imperium) accetta dall’imperatore il pericoloso pianeta di Arrakis come feudo, il quale è l’unica fonte della sostanza più preziosa dell’universo, la Spezia, una droga che allunga la vita, fornisce capacità mentali sovrumane e rende possibili i viaggi nello spazio.

Leto è conscio del fatto che il “dono” in realtà sia parte di una complessa trappola da parte dello stesso Imperatore, preoccupato dell’ascesa della dinastia Arteides, tuttavia decide di accettare, sperando di trovare negli abitanti del pianeta dei potenti alleati e portando con sé sua moglie Jessica e suo figlio Paul. Purtroppo le paure si riveleranno fondate e gli Arteides subiranno un massiccio attacco che porterà alla morte di Leto e alla fuga nel deserto di sua moglie e suo figlio, il quale dovrà portare sulle sue spalle non solo l’eredità del padre ma anche quella di un’antica profezia.

Dune: Commento personale

Il film è un fulgido esempio di cosa possa fare un regista del calibro di Villeneuve con soldi e tecnologia. Visivamente il film è potentissimo e ben fatto, con effetti speciali davvero difficilmente criticabili, ma non solo, come spesso NON accade negli adattamenti di saghe letterarie di tale calibro, stavolta la narrazione di questo primo capitolo rende giustizia ai libri. La prima parte del film, eccezion fatta per gli effetti speciali, è molto simile a quello di Lynch ma, fortunatamente, rispetto a quello del grande maestro, troppo frettoloso, Villeneuve si prende il tempo necessario a dare aria e fluidità alla storia.

Tuttavia, il film, nonostante coinvolga moltissimo, lascia una strana sensazione “in bocca”: è un film che non ti aspetti e non si capisce bene da subito se in negativo o in positivo. Lascia interdetti, vorresti di più nonostante 155 minuti non siano pochi. Ma cosa? Qualcosa di poco definito, qualcosa di puramente emotivo. Le uniche due note negative: le scene di lotta (da un “vecchio” amante dei combattimenti nei film fatti in un certo modo) poco “appariscenti” (ma del resto realistiche) e la scarsa presenza degli iconici “vermoni”, infatti si, per carità, ci sono, ma… non come forse tutti noi avremmo voluto. Se li terranno per il secondo capitolo? Vedremo

Serviva un nuovo Dune?

La società cambia e con essa i codici comunicativi, nonché quelli estetici. Quella di Dune è una saga troppo bella per “essere dimenticata” e i prodotti del passato, per quanto di qualità, sono troppo distanti dagli standard odierni per essere apprezzati soprattutto da un pubblico giovane. Si rischiava la scomparsa di un cult dal mainstream, pertanto trovo molto valida questa operazione della Warner, soprattutto per la qualità del risultato finale (almeno di questo primo capitolo) nonostante sia un film che vada assolutamente “assimilato” prima di essere giudicato, perché in fondo ricordiamoci che Dune è si fantascienza, ma prima di tutto una critica sottile sulla politica e sul prezzo del potere.

Dario Bettati

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Dario Bettati

Laureato in Teorie e Pratiche dell’Antropologia e laureato magistrale in Discipline Etno-Antropologiche. Studioso e appassionato delle “declinazioni” più contemporanee e "Pop" della cultura e della società, divulgatore scientifico, ma soprattutto un grande e grosso NERD.
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