Cinema

“E alla fine arriva Polly”, le scene disgustose stroncate dalla critica stasera in TV

“Corri il rischio con me” sembra esser il messaggio nascosto tra volgarità, imbarazzi di ogni genere, e intrecci di cuore, nel film interpretato da Jennifer Aniston e da Ben Stiller e da un soffice furetto un po’ cieco. Stroncato dalla critica, ha avuto la sua rivincita al botteghino. Colpendo per gli incassi, e per le situazioni fuori controllo che faranno arrossire, tipiche di una ‘sitcom’ americana. Stasera in tv su Canale 27, “E alla fine arriva Polly”: nella vita va mai così?

Un bisogno che non si nasconde

Ogni sera Ben Stiller, nei panni del protagonista, riponeva coscienzioso sul comò i 15 cuscini che adornavano il letto. Simpaticamente nevrotico. Finirà anche questo, grazie all’arrivo della benedetta Polly (Jennifer Aniston). L’ordine che dominerà il caos. “Solo una persona su sei si lava le mani quando va in bagno”, è il monito che arriva da lui se si sta per prendere una nocciolina dal mucchio. E ancora, assisteremo a ‘toccate’ nel bagno degli uomini, con tanto di membro in mano. Incidenti di natura intestinale che colpiranno più personaggi, tra scoreggie con fuoriuscita, ‘scagareggiamenti‘, e disastrose evacuazioni a casa altrui. La voce narrante di Stiller durante il primo amplesso della coppia. E durante la partita a basket, si vede a rallentatore la sua faccia sul petto grondante dell’avversario, peloso e sudato.

Per tutte queste e molte altre ‘vergogne’, il film fu stroncato dalla critica. Ma con il suo dualismo di comicità tipico anglosassone, ebbe successo al cinema, incassando 170 milioni di dollari in tutto il mondo. “Along came Polly“, questo il titolo in inglese di “E alla fine arriva Polly“. Commedia americana del 2004 diretta dal giovane John Hamburg, in cui Ben Stiller si era già visto in “Ti presento i miei” e “Zoolander”, nonché volto famoso di “Tutti pazzi per Mary”. E Jennifer Aniston era alla seconda volta nella sua carriera cinematografica, dopo “Una settimana da Dio“. Nel ruolo di Polly, vive la vita come un gioco di fortuna e se le cose non vanno c’è sempre un’altra possibilità. 

Perito e marito

Reuben Feffer (Ben Stiller), è l’assicuratore più in gamba della “Induria“. Specializzato nel valutare i rischi, ma vittima dei suoi stessi infiniti calcoli. Il suo matrimonio con Lisa Kramer, durerà solo due giorni: un mazal tov celebrato in rito ebraico, nell’allegria generale, specie dell’amico filosofo stravagante Sandy Lyle (Philip Seymour Hoffman), scatenato in balli in cui perde i vestiti. “Io assicurerei il vostro matrimonio ogni giorno della settimana”, dice il capo della compagnia assicurativa alle nozze. Ma la sposa lo tradisce con un istruttore di sub francese, il primo giorno del viaggio di nozze a St. Barth. Lui solo e sconsolato, incontra per caso Polly Prince (Jennifer Aniston), una vecchia compagna di liceo. Lei, un po’ hippy un po’ svampita, fa la cameriera, vive in casa con un furetto cieco di nome Onorio, e scrive racconti per bambini dai titoli inquietanti: Il bambino con il moncherino”, “Parabola sulla pericolosità dei fuochi artificiali“. Per l’uomo più prudente della terra, la vita sta per diventare molto interessante…

Persone apparentemente incompatibili, riescono a vincere ogni distacco grazie a meccanismi comico-sentimentali. Questa la dinamica in “E alla fine arriva Polly“. Il tono è sempre scherzoso. Le scene, anche al limite dell’osè, ricordano quelle esplicite di “Tutti pazzi per Mary” (come il gel sui capelli che era in realtà sperma). Al primo appuntamento con la Aniston, in un ristorante etnico scelto dalla ragazza, Stiller nel ruolo fobico di maniaco dell’igiene, dovrà mangiare da un’unica portata con le mani, secondo tradizione. Ma attenzione, con degli innocenti salatini, in realtà ingerisci dei batteri potenzialmente micidiali da circa trentanove zozze mani di estraneiPoi uno si domanda perché si è beccato l’escherichia coli, o la salmonellosi o l’epatite? Deve solo guardare nella ciotola dei salatini del suo bar!”. Una serata che concluderà seduto sulla toilette a casa di lei. E dopo l’epocale, non silente, defecazione, l’apoteosi sarà nel tentativo casareccio, di inghiottire nel water l’asciugamano in lino ricamato, usato prima per cartaigenica.

E alla fine ti scappa una risata

Una tranquilla uscita in un locale, finisce con un imprevisto. L’amico Sandy Lyle (Philip Seymour Hoffman), sta cercando di dire a Reuben che ha avuto una fuoriuscita imprevista. Che non gli consente disinvoltura. “Senti Reuben, sono in un casino. Dobbiamo andarcene“.
Reuben Feffer: “Ma non possiamo restare ancora un po’?
Ti dico di no, è una cosa seria. Ho scagareggiato“.
Reuben Feffer: “Non so che cosa vuoi dire“. Ma una volta compreso l’accaduto, dirà a Sandy: “Sei la persona più disgustosa che abbia mai conosciuto..”.

Nel film sono presenti anche due citazioni cinematografiche: un riferimento esplicito a “Dirty dancing“, e la locandina di “Crocodile Tears“, il film con cui Sandy Lyle ha avuto successo da adolescente con un ruolo, e di cui si fa grande aiutando l’amico con stupidi consigli sulle donne. Lui ha il pallino dell’attore: interpreta con un gruppo teatrale amatoriale, anche la parte di Giuda nel musical Gesù Cristo Superstar. Ben Stiller e Jennifer Aniston hanno ottenuto una nomination agli MTV Movie Awards per la miglior sequenza di ballo. Lui impara i passi di salsa per far una sorpresa a Polly; questione di gelosia, da quando, in una discoteca sotterranea, lei balla con il cubano Javier. Ancheggiamenti da vero latino-americano per Ben Stiller, con la sicurezza di un apripista. Lui che aveva confidenza solo con le polizze, che usava solo il calcolatore di rischio sul suo computer, e conosce e sventa ogni tipo di pericolo, farà volteggiare lei. Concludendo con un bacio in petto sul casquè. Meno lusinghiera è la candidatura come peggior attore protagonista di Stiller ai Razzie Awards.

Una scena raccapricciante

Stiller mentre girava le scene, è stato morso dal furetto ben due volte. Mentre più facile è stato per la Aniston, che ha dichiarato di aver accettato la parte di Polly per lavorare con Ben, da sempre suo amico, e perché voleva ballare la salsa. La colonna sonora di “E alla fine arriva Polly” è del compositore statunitense, Theodore Shapiro. E le riprese del film si sono svolte negli Usa, tra Los Angeles, New York e le isole Hawaii. “E alla fine arriva Polly” stasera in tv; finalmente per Stiller, che nonostante indossi come una seconda pelle la maschera del perseguitato, smetterà per fortuna, di tamponare con i fazzoletti la pizza asciugandola dal grasso in eccesso.

Federica De Candia Seguici su Google News

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