Ennesima follia razzista di Sunak, anche se la corte dichiara illegale trasferire i richiedenti asilo venuti in Inghilterra a lui non importa e dichiara che lo farà lo stesso.

Per la Corte Suprema britannica è illegale, ma sembra che questo non sia abbastanza scoraggiante. Parliamo del piano con cui il governo del Regno Unito ha proposto il trasferimento forzato dei richiedenti asilo in Ruanda, in Africa orientale. Secondo la Corte il piano violerebbe i loro diritti: ha valutato che il Ruanda non può essere definito al momento un «paese sicuro». Di tutta risposta, in modo un po’ forzato, ecco che il primo ministro Rishi Sunak ha detto che porterà comunque avanti il piano presentando al parlamento una nuova legge che certifichi che invece il Ruanda è un «paese sicuro».

Cosa fare dei richiedenti asilo venuti in Inghilterra

Il piano ha sollevato molte polemiche. La gestione dell’immigrazione del governo di Sunak è piuttosto critica fin dal principio. Ma va anche detto che non è l’unica. Anche quelli precedenti di Liz Truss e Boris Johnson, tutti appartenenti al Partito Conservatore, avevano proposto delle misure strampalate, razziste e insensatamente violente. Infatti questo piano non ha mai avuto esito a causa di diversi ricorsi. Questo perché ripetutamente in Inghilterra molti hanno avuto più di un dubbio sulla legalità delle norme, soprattutto in relazione al rispetto dei diritti umani. Diritti umani che sembrano poco compresi ultimamente nel Regno Unito, che per fortuna non può agire così arbitrariamente: ad oggi nessun richiedente asilo è mai stato portato in Ruanda.

L’idea di Sunak 6 Company è stata semplicemente bloccata perché definita illegale. La pratica viola il “diritto di non respingimento”, sancito da varie norme internazionali a cui è legato anche il Regno Unito. La Corte Suprema analizza anche un precedente che rende improbabile che il Ruanda rispetti qualsiasi accordo in merito con il governo britannico.

Il piano, avanzato per la prima volta da Boris Johnson nel 2022, è sempre stato molto criticato: non solo per il suo costo (il governo britannico ha già pagato al governo ruandese l’equivalente di 160 milioni di euro e il piano dovrebbe costare quasi 200mila euro a migrante). Il problema principale è che secondo alcuni violerebbe le leggi sui diritti umani britanniche o la Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Quello che doveva essere il primo volo forzato di ritorno verso il Ruanda era stato bloccato proprio da un intervento della Corte europea dei diritti dell’uomo. la CEDU si occupa fra le altre cose di applicare la Convenzione, che aveva fermato l’aereo mentre era già sulla pista di decollo. La sentenza era stata criticata da molti esponenti Conservatori britannici, fra cui Suella Braverman, allora procuratrice generale del Regno Unito. Fu anche Ministra dell’Interno, tuttavia soltanto ino al suo licenziamento improvviso il 13 novembre. Ovviamente è una delle principali sostenitrici del piano.

La sentenza CEDU e la risposta di Sunak

Dopo la sentenza molti richiedenti asilo che avrebbero dovuto essere trasferiti forzatamente hanno presentato un ricorso alla giustizia britannica. L’Alta corte, il tribunale di primo grado nel Regno Unito, aveva accolto otto ricorsi. Queste persone consideravano di essere state trattate ingiustamente dal governo britannico. Vediamo dei ricorsi anche contro queste sentenze: si dice che il Ruanda non sia un paese sicuro. Quindi, una volta lì i richiedenti asilo avrebbero rischiato di essere rimpatriati nei loro paesi di origine. Cosa plausibile: infatti a giugno uno di questi ricorsi era stato accolto dalla Corte di appello, il tribunale di secondo grado.

Ovviamente chi avrebbe mai potuto opporsi? Sunak. Il governo di Rishi Sunak, negativo a questa decisione, ha presentato un ricorso alla Corte Suprema, l’ultimo grado di giudizio del Regno Unito. Gli avvocati del governo in aula sostengono che il Regno Unito abbia un bisogno urgente dell’applicazione di queste misure. Questo perchè il Ruanda dovrebbe essere effettivamente un paese sicuro. Oltretutto esiste l’accordo fra governo britannico e ruandese alla base del piano per i trasferimenti. L’accordo assicura il rispetto dei diritti umani da parte del Ruanda.

Che dire? la Corte Suprema ha comunque respinto il ricorso, concludendo che il paese africano non è sicuro.

E richiedenti asilo venuti in Inghilterra?

Dopo la diffusione della sentenza Sunak ha detto di accettarla, pur non condividendola. Inaspettatamente quindi Sunak ha annunciato che per realizzare comunque il piano il governo porterà in parlamento una proposta di legge per «confermare che il Ruanda è sicuro». Ha detto che lo farà seguendo la «legislazione d’emergenza», un procedimento che permette di accelerare la discussione e l’approvazione di un disegno di legge da parte del parlamento. Normalmente servono diversi mesi, spesso da sei mesi a un anno, mentre in questo modo potrebbero bastare pochi giorni. Il tutto ovviamente nel caso in cui non si incontri una forte opposizione nella Camera dei Lord, ha spiegato l’esperto di politica di BBC Peter Barnes.

Non è detto comunque che il governo riesca nel suo intento. POtrebbe avvenire il contrario: per gli esperti di BBC è «improbabile» che partano presto dei voli per il Ruanda. La decisione della Corte Suprema si basa su tre diverse leggi e quindi il governo dovrebbe riuscire a modificarle tutte e tre.

Sunak ha anche detto che prenderà delle iniziative per impedire «a un tribunale straniero di bloccare i voli», riferendosi alla Cedu.