Martedì 11 marzo ha avuto inizio a San Isidro, in Argentina, il processo sulla morte del calciatore Diego Armando Maradona. Com’era prevedibile, il procedimento, atteso da oltre due anni, sta catalizzando su di sé l’attenzione dei media di tutto il mondo. El Pibe de Oro è scomparso il 25 novembre 2020 in un appartamento di El Tigre, vicino Buenos Aires, per un arresto cardiorespiratorio. Si trovava in ricovero domiciliare, dopo essere stato dimesso da una clinica di La Plata. Lì, il 3 novembre, si era sottoposto a un’operazione chirurgica per rimuovere un ematoma subdurale.
Pochi giorni dopo il suo decesso, i procuratori hanno avviato un’indagine sugli operatori sanitari incaricati delle cure. Il personale medico avrebbe infatti agito in modo negligente e inappropriato nei confronti dell’assistito. Ad oggi, gli imputati sono sette: il neurochirurgo e medico personale del calciatore, la psichiatra che prescrisse i farmaci assunti da Maradona fino alla morte, lo psicologo in carico del suo trattamento per la dipendenza da alcol, i due incaricati di tenere sotto controllo il ricovero domiciliare, il coordinatore del personale infermieristico e l’infermiere che gestiva le cure notturne. Sono tutti accusati di omicidio colposo e rischiano fino ai venticinque anni di carcere.
Processo Maradona: gli scatti post-mortem
A suscitare l’attenzione, in questi giorni, è il modus operandi decisamente sopra le righe di Patricio Ferrari, uno dei pubblici ministeri. Nella requisitoria di martedì, infatti, l’avvocato ha mostrato uno scatto che ritrae Maradona pochi minuti dopo il decesso. Nella foto, l’uomo appare steso di schiena, e con il ventre visibilmente gonfio. In molti hanno criticato la sua scelta di rendere di dominio pubblico l’immagine, ma Ferrari sostiene che si tratti di una prova importante per far comprendere quanto poco il personale sanitario abbia fatto per il centrocampista. Per lui, inoltre, tra l’11 e il 15 novembre 2020 Maradona sarebbe stato trattenuto nell’appartamento di El Tigre mentre non aveva il «pieno possesso delle sue facoltà mentali».
Federica Checchia
Seguici su Google News




