È morto oggi, giovedì 4 settembre Giorgio Armani, l’indiscusso re della moda italiana. Malato da tempo, lo stilista aveva compiuto 91 anni lo scorso 11 luglio. Lo scorso giugno aveva fatto molto rumore la sua assenza alle due sfilate della sua maison previste per la Fashion Week milanese. Re Giorgio, come era chiamato dai ammiratori e collaboratori, non aveva mai saltato uno show.

Al tempo fu fatto sapere che Armani era in convalescenza dopo un ricovero in ospedale. «Sta bene, ma preferisce recuperare le forze a casa» diceva la nota del gruppo. A fare gli onori di casa ci pensò Leo Dell’Orco, braccio destro e responsabile del menswear Emporio Armani.

Nel 2024 aveva compiuto 90 anni, una tappa invidiabile in un’intera esistenza stupefacente. Eppure nel 2023, in un’intervista rilasciata a Repubblica, diceva che la vita gli aveva dato molto ma gli aveva anche tolto parecchio perché “mi sarebbe piaciuto godermi tante cose che per gli altri sono normali, ma che ho dovuto mettere da parte per questo mondo”. Era nato a Piacenza l’11 luglio del 1934, primo di tre figli. La sua famiglia si era trasferita a Milano quando lui aveva 15 anni, e di lavorare nella moda gli accadde per puro caso. Iscritto alla facoltà di Medicina, non troppo convinto di questa scelta, aveva colto l’occasione della chiamata alla leva militare per mettere in pausa gli studi.

Al ritorno si era ritrovato senza lavoro a Milano, con le idee confuse su cosa fare di preciso del suo futuro, e tramite una conoscenza si era fatto assumere a La Rinascente, disposto a occuparsi di qualsiasi cosa gli avessero offerto di fare, pur di lavorare. Gli proposero il reparto abbigliamento, e accettò subito senza sapere che stava tracciando il suo destino.

Era il 1957. La moda, nella famiglia Armani, era entrata con sua sorella Rosanna, modella. Lui, Giorgio, comincia dalle vetrine. Qualche anno ancora, e Nino Cerruti – passando di lì – si accorse che quegli allestimenti su corso Vittorio Emanuele erano di un sofisticato senza precedenti. Era il 1964. Conoscere quel giovane, a questo punto, un trentenne Giorgio Armani, e affidargli una linea di abbigliamento delle sue fu tutt’uno. La strada era presa. 

La moda divenne la vita di quest’uomo bellissimo, che l’anno prima aveva conosciuto Sergio Galeotti, un giovane intraprendente come lui: la coppia fu tratta. C’era il manager e c’era il creativo.

Era il 1975 e nacque la Giorgio Armani. Prima «invenzione»? Storica: il termine «stilista». Copyright accertato: «Io non sono né un couturier né un sarto ma mi sentito uno che crea uno stile, uno stilista», disse. E fu. 

La strada? Un successo dopo l’altro perché, per prima cosa, Armani capì che gli uomini e le donne «non erano più quello di una volta». Non era un luogo comune, ma la realtà: vite e corpi (rieccoci) erano cambiati, eppure gli abiti continuavano a essere pesanti, ingombrati, costruttivi.