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È morto il produttore musicale Piero Sugar, chi era il marito di Caterina Caselli

Lutto nel mondo della musica: è morto stanotte nella sua casa di Milano a 85 anni, l’editore e produttore Piero Sugar. Con la moglie Caterina Caselli, cantante e produttrice a sua volta, per decenni ha formato una delle coppie di imprenditori musicali più prolifici al mondo

“Con Piero Sugar il mondo dello spettacolo italiano perde un grande protagonista: un editore musicale e produttore discografico che in tutta la sua lunga carriera ha saputo anticipare i tempi, sperimentare e scommettere su nuovi talenti. In questa triste giornata mi stringo al dolore della moglie Caterina Caselli, del figlio Filippo e dei tanti amici e colleghi che lo hanno accompagnato nella sua vita” ha commentato Dario Franceschini, ministro della Cultura.

L’unico grande amore della vita di Caterina Caselli è il marito Piero Sugar, figlio di Ladislao che fu il fondatore della famosa casa discografica “Sugar”. Il loro matrimonio è stato celebrato nel 1970 e coronato l’anno successivo dalla nascita del figlio Filippo. Quest’ultimo poi ha reso nonna la cantante, avendo tre bambini con la scrittrice Maria Novella Viganò.

La sua passione per la musica si esprime sin dall’adolescenza, durante la quale impara a suonare il basso e milita in svariate band locali. La notorietà di CaterinaCaselli arriva grazie al Festival di Castrocaro del 1963, durante il quale viene notata da una casa discografica che le propone un contratto. Il successo di Caterina Caselli esplode pochi anni dopo, nel 1966, con il famosissimo brano “Nessuno mi può giudicare“, che in precedenza era destinato ad Adriano Celentano.

Con questa canzone, la giovanissima artista si presenta alla sedicesima edizione del Festival di Sanremo e spopola nelle radio di tutta Europa

Durante gli anni Settanta il successo di Caterina Caselli continua a confermarsi, grazie a brani che ottengono grande successo: “Perdono”, che vince Festivalbar; “Puoi farmi piangere”; “Il cammino di ogni speranza”; “Sono bugiarda”; “Il volto della vita”; “L’orologio”; “Insieme a te non ci sto più” e “Re di cuori”.

Sforna ancora alcuni dischi di ottima fattura, compreso un album intero di cover, ma dopo Primavera del 1974, un concept arricchito da arrangiamenti molto complessi, dichiara che se le canzoni di questo album non avessero avuto successo, si sarebbe ritirata. E così fa.

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